Posts in Storie & Idee

Comunicare, comunicare la politica e altri miti

(Un post che nasce da una bella chiacchierata di stamattina, provo a sintetizzare ma ci vorrebbe tanto altrontempo)

Quando mi chiedono di gestire social o di occuparmi di uffici stampa o comunicazione in politica o per attività varie, la mia risposta rimane sempre la stessa di tanti anni e forse è la più antipatica: non ci sono scorciatoie né trucchi magici, solo duro lavoro, strategia e creatività oltre a un investimento economico da fare. Read More

Temporary Road, il docufilm di Battiato su Amazon Prime

Su Prime Video mi sono imbattuto in “Temporary Road”, il docufilm che celebra la vita e la carriera di Franco Battiato. Ogni volta che incrocio un suo brano o un video, mi rendo conto dell’impronta indelebile che ha lasciato e di quanto manchi nel nostro attuale contesto culturale, spesso superficiale e carente di profondità. Read More

La piscina

La questione è che per un’eternità metaforica—un’eternità costellata di “forse domani” e “ci penserò”— mi son iscritto finalmente a un corso di nuoto.

Perché? Per affrontare la mia palpabile, quasi corporea, apprensione verso l’acqua profonda. Timore per l’incertezza di ogni prossimo esercizio in acqua, e euforia perché, nel profondo della mia testa, so che ho la capacità di trascendere questa paura e voglio sfidare le mie paure.

Anna, la mia istruttrice, gridava ieri con una sorta di entusiasmo coercitivo: “Perché hai paura? Tu sei capace, lo sai!” mentre io mi aggrappavo al bordo. Sorridevo, riconoscendo la verità delle sue parole. Perché la paura è quel fastidioso collante che ti immobilizza nonostante tu possieda tutte le competenze per avanzare. È la paura di te stesso, del superamento di te stesso, e dei giudizi altrui. E a tutto ciò, mi dico: “Che se ne vadano tutti al diavolo”, inclusi i miei pensieri auto-limitanti.

Essere immerso in quella massa acquatica, con la sua gravità e l’attenzione solo su di essa, ha innescato in me un fenomeno di osservazione—osservazione di me stesso e dei miei compagni d’acqua.

Ogni persona con la sua personale odissea, con i suoi limiti e le sue resistenze. Il loro impegno funge da lezione per chiunque tenda a lamentarsi e rinunciare, come il sottoscritto.

E in questa continua odissea, tra palestra e piscina, mi sono ritrovato ora a dedicare cinque giorni a settimana all’esercizio fisico.

Me ne son accorto stamattina.

Ero felice ma anche consapevole che tenere questo ritmo sarà dura.

È un ritmo intenso, sì, ma la costanza sta erodendo le barriere tra me e una serie di benefici. C’è ora consapevolezza, disciplina personale, e una sorta di chiarezza mentale che va su ogni aspetto della mia vita, inclusa la mia professione creativa e, sí, anche quando sono DJ.

Ed è strano, perché con l’avanzare degli anni, l’attenzione alla cura del corpo e della mente diventa inevitabil. Dunque, ecco dove siamo: buone abitudini, cibo sano, passioni, discernimento e attività fisica. Non c’è più spazio per frivolezze, tranne forse per quei deliziosi sprechi di tempo e per i viaggi che rendono la vita degna di essere vissuta.

Mi chiamano “prof” ma…

Mi chiamano prof ma sono solo un modesto formatore.

Comincio oggi una nuova sfida, un po’ sulla linea del mio passato di questi anni di formazione professionale, un po’ come novità che mischia competenze, esperienze e soprattutto sensibilità.

Prima ancora che insegnare è motivare persone, giovani, che sono uscite dal percorso scolastico per tanti motivi – potete immaginare – e riportarle nel mondo “normale” e offrire una seconda chance.

Non è solo insegnare comunicazione, scrittura e social media, le materie che farò, anzi proprio quello forse è residuale. È molto molto di più. Spero di esserne all’altezza.

3 ragioni per cui il DJ Alberto Lisini manca profondamente

Alberto Lisini manca profondamente. Alberto Lisini è stata una persona speciale con cui ho lavorato tanti anni in consolle. Amico, collega DJ, mentore, esempio, professionista impeccabile, ho condiviso una delle prime serate da DJ resident proprio con lui, alla discoteca Varadero di Cagliari nel 2001.

La comunità musicale ha perso un luminoso astro quando Alberto, il DJ con un cuore d’oro e mani magiche sui giradischi, è stato portato via troppo presto nel 2014. La sua assenza ha lasciato un vuoto incolmabile, e ciò che rende la sua mancanza così palpabile sono principalmente tre ragioni che definiscono il suo ruolo unico nell’universo dei DJ.

1) Apertura Mentale Musicale: Un Precursore di Nuovi Suoni

Alberto Lisini era noto per la sua incredibile apertura mentale nei confronti della musica. Era un vero visionario quando si trattava di esplorare nuovi generi e suoni. La sua capacità di mescolare e fondere diverse correnti musicali era semplicemente sorprendente. Era sempre un passo avanti agli altri, introducendo al pubblico le ultime tendenze musicali molto prima che diventassero popolari.

Il suo coraggio nel rompere le barriere musicali e nel sperimentare nuovi stili ha ispirato molte nuove generazioni di DJ. Alberto Lisini ha dimostrato che la musica è un linguaggio universale che può unire le persone, indipendentemente dalla loro origine o preferenze. La sua apertura mentale musicale ha creato un ponte tra culture e generi musicali, un lascito che rimarrà indelebile.

2) Il DJ come Professionista e Artista: Dedizione Insuperabile

Alberto Lisini incarnava l’essenza stessa del DJ professionista e artista. La sua dedizione al craft era evidente in ogni performance. Era uno studente instancabile della musica, trascorrendo ore a perfezionare le sue abilità tecniche e a scoprire nuovi suoni. Era sempre in cerca di quel mix perfetto che avrebbe fatto brillare la pista da ballo.

Ma Alberto era anche un artista. Ogni sua esibizione era un’opera d’arte unica, una storia musicale che sapeva catturare l’attenzione del pubblico e portarlo in un viaggio emozionale. Era capace di leggere la folla come pochi altri, creando una connessione profonda tra la musica e gli ascoltatori.

3) Tecnica e Scelta Musicale: Un Maestro dei Suoni

Uno degli aspetti che rendeva Alberto straordinario era la sua tecnica impeccabile e la sua abilità nella scelta musicale. Era un maestro nel mixare le tracce in modo fluido e sorprendente. Le sue transizioni erano così fluide che sembravano essere parte integrante della canzone stessa.

Ma la sua vera magia risiedeva nella sua capacità di selezionare la musica perfetta per l’occasione. Conosceva il suo pubblico così bene che poteva anticipare i loro desideri e umori musicali. Ogni sua scelta musicale era una sorpresa piacevole, un regalo per l’udito di chiunque fosse presente alle sue performance.

Alberto come DJ manca profondamente per la sua apertura mentale musicale, la sua dedizione come professionista e artista, e la sua maestria tecnica e nella scelta musicale. La sua eredità continua a ispirare coloro che, come me, lo hanno conosciuto e apprezzato, dimostrando che la musica può essere una forza unificante e trasformativa nelle mani di un vero artista come lui. Ma anche che si può essere DJ senza troppi compromessi.

La sua musica vivrà per sempre nei nostri cuori e nelle nostre orecchie. Grazie ancora Alberto.