Coerenza, incoerenza, scelte

Ieri mi hanno dato dell’incoerente. All’inizio  ci sono rimasto male ma poi ho pensato: non si può essere coerenti a vita, il mondo cambia, le persone cambiano, le idee pure. Sono le mete, i valori e le sensibilità che rimangono uguali.

Si dovrebbe essere coerenti nei confronti dei valori, nei confronti dei nostri sogni, dei nostri desideri. Coerenti verso la buona educazione e le amicizie. Coerenti con quello in cui crediamo: ma non siamo mica degli esseri immutabili e certe volte (meno male) sbagliamo anche.

Come si può chiedere a una persona di essere sempre uguale? Sogni e obiettivi ma anche i valori cambiano attraverso esperienza e crescita personale. Il mondo cambia, figuriamoci le persone! Ci sono valori assorbiti che custodiamo ed altri che perdiamo via via che il tempo ci logora.

Quando scopri che un credo o un progetto o un qualcosa che fai è limitante o quando, durante il “viaggio” verso un obiettivo scopri di non andare per il verso giusto, quando cresci e ti evolvi, o quando pensi di aver sbagliato o  scopri che non è più quello che veramente vuoi realizzare chi dice che dobbiamo restar coerenti? Chi ha detto che quando non siamo soddisfatti di qualcosa non dobbiamo cambiare?

Nella vita ci si evolve, ma è ovvio senza diventare nemmeno banderuole al vento.

Prendete la politica: ho mollato un partito e un’area dopo tantissimi anni di militanza. È stata un’esperienza di vita, non si deve mai rinnegare nulla. Però non mi sentivo più nel mio posto. Non riuscivo a pensare da dentro un partito o a condividere certe scelte. Da tante stagioni voto senza un riferimento, giudico le cose che vedo indifferentemente dal colore della bandiera e dalle persone. Ascolto indifferentemente tutti. Leggo tutti. Mi creo delle opinioni. Non mi sento più agganciato a nulla. Non ho debiti con nessuno. Ci ho perso tanto, amici, salute e forse anche qualche opportunità. Potevo starmene zitto e buono. È incoerenza?

Prendete il mio mestiere da dj: ho passato vari generi musicali. Lavoro da 17 anni, ho seguito sempre sale centrali, serate con pubblico dai 14 ai 40  anni. Ho cominciato con revival, passando per house e commerciale ma sempre con una linea mia. Ascolto e apprezzo tanta la musica. Propongo quella che mi piace, indifferentemente spesso da un genere fisso.

Da tempo ho voluto puntare su un modo diverso di fare. Caratterizzare il dj set ancora maggiormente. Ho  trovato un equilibrio con la progressive, i pezzi rock e l’hiphop di annata. Ho mollato serate e organizzazioni, quest’inverno. Chi mi ha seguito lo sa. Potevo proseguire tranquillamente. Non ero contento, volevo di più a rischio di ricominciare la camminata nel deserto. Da diverso tempo quando non trovo le situazioni che mi aggradano musicalmente me sto felicemente a casa. Prima magari lo facevo meno. Rincorrevo. Oggi aspetto e cresco. Mi son rimesso in gioco.

In tutti e due i casi c’è sempre un sottile filo rosso dietro tutto, uno che non ha mai lasciato né la politica né il dj. Chi è stato poco attento dice che sono incoerente con sprezzo. Invidie, gelosie, antipatie.

Ma non è colpa mia se la mia mente si è aperta a 360° puntando sempre al meglio e alla scelta più difficile.

È incoerenza questa? Avere dei principi che poi scopri possono mutare perché la crescita, la maturità di una persona si evolve, questo significa essere incoerenti?

“Non puoi essere coerente-punto. Si può essere coerente alle proprie idee, alle scelte, …ma, come vedi, devi aggiungere qualcosa, un soggetto, a cui essere coerente”.
Quel che conta è sempre il tuo obiettivo, non la strada che percorri.

 

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