Weekend del sorriso

Oggi il nostro direttore del centro alla riunione del mattino ha tirato fuori una frase bellissima, in vista di questi ultimi giorni. “Comincia il weekend del sorriso. Sorridete, sorridete sempre” accompagnandolo con uno smagliante sorriso durbans dei suoi. 

Dopo settimane di lavoro la stanchezza fisica e mentale si fa sentire e questi sono i giorni piú critici quando si lavora a contatto con le persone. Basta poco per perdere le staffe. Quindi l’unica risposta è il sorriso, un’arma devastante. Se ci pensate, il sorriso disarma tutti, sorriso chiama sorriso (spesso faccio questo semplice esperimento) ed è una delle cose migliori da saper fare. Diceva Mordecai Richler: ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio ma solo dodici per sorridere. Provaci per una volta.
Quante cose si risolverebbero con un sorriso?

Come sempre la vicinanza col ritorno a casa (anche se farò un salto a Milano metà settimana prossima) prevede sensazioni contrastanti, musicate perfettamente dalla canzone “In viaggio” della Mannoia: emozione, tristezza, trepidazione, malinconia, voglia di cose nuove, nuova gente, abbracciare vecchi amici, risentire i profumi della nostra campagna, incazzarmi e poi rilassarmi, riassaporare il gusto del mirto, ricalcare i tasti della mia consolle, vedere il mare e lanciare nuove pericolose sfide all’imbalsamato mondo casteddaio…

Quindi stasera – visto che molti me l’hanno chiesto – non saró all’Hangover alla discoteca Blanq nè domani allo Smaila’s. Ancora qualche giorno e ci rivedremo. Abbiate fede.

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