Posts in Tixilife

Vere.news, il nuovo magazine online!

È un periodo ricco e faticoso, se poi si aggiunge qualche piccolo acciacco il quadro è completo.

Ma son felice! Nuovi progetti editoriali, nuove collaborazioni, nuove sfide da raccogliere con umiltà e olio di gomito.

Informare, intrattenere, ispirare. Così, insieme a Ileana Coiana abbiamo presentano il nuovo periodico digitale Vere.news nato da una sfida imprenditoriale. Una realtà giovane, che vuole dare spazio alle idee e alle persone garantendo anche il contraddittorio.

“Cuore sardo ma mente aperta”, partendo dall’Isola ma non fermandoci.

Formato stories, linguaggio semplice, verità e condivisione di esperienze sono solo alcuni degli elementi cardine del magazine. Ci interessante le esigenze ed opinioni dei lettori.

Cuore sardo, ma sguardo non solo all’isola, che vuol concentrarsi su informazione, inchiesta, società e cultura, sulla bellezza che c’è attorno ma anche sulle problematiche e le emergenze che meritano approfondimento.

Ringrazio tutti per la fiducia, il lavoro sarà tanto ed emozionante.

Seguiteci su https://vere.news/

Ritorno al pianoforte!

La buona notizia di questi giorni è stato ritrovare il mio maestro Luca il suo bel pianoforte dove ci esercitiamo ogni settimana.

Imparare a suonare uno strumento è come iniziare a studiare una lingua nuova: può sembrare dura all’inizio, incomprensibile e faticosa. Però una volta che si cominciano a riprodurre le prime note la soddisfazione e i benefici sono tanti. E’ come avere un nuovo mezzo che ci permette di esprimerci in un modo nuovo, attraverso la melodia.

Non è stato un periodo facile per lui, me lo ha raccontato. Le sue lezioni mi mancavano, come i suoi consigli e i nostri confronti sulla musica e le scelte dei vari compositori. Il grande lavoro che stiamo facendo assieme, grazie alla sua pazienza, ci porterà lontano. Ne son certo!

E poi accadono cose bellissime quando cominci a studiare musica. Leggerla aiuta a migliorare la capacità ragionativa e la concentrazione.  Suonare porta con facilità ad aprirsi agli altri per condividere le proprie scoperte ed il proprio suono. Ma prima di tutto promuove l’autodisciplina. E poi quanta fiducia in sé stessi quando cominciamo a manovrare lo strumento e capirne i segreti.

Mi ha stupito che siano crollate due certezze (stupide) che avevo: che gli artisti non seguissero troppe regole e che le regole non fossero in aiuto della creatività. Invece, no, le regole aiutano essere creativi: rimescolare gli ingredienti a disposizione significa avere la possibilità di fare qualcosa di bello e nuovo!

In ultimo, specie in questi tempi, un bel contenitore allo stress. Quando suoni hai bisogno di essere concentrato. Non devi pensare ad altro. Per questo dopo un po’ le preoccupazioni sono dimenticate e rimani solo tu e quello che stai suonando. Si sospendente il normale flusso della tua vita e allo stesso tempo inizi a esprimere con sincerità le tue emozioni.

Grazie Luca!

Ci manchi Ale Massessi DJ!

Cos’è la mancanza?
È un fiume carsico che si nasconde e poi affiora quando meno te lo aspetti e scopre dolore e ferite. Una strada, un pomeriggio come tanti.
Perché qui giravo spesso, anche quando non c’era una serata o lavoro assieme, bastava anche solo un messaggio. “Ale son da queste parti ” e lui “passa, dai”. C’era il suo Sunshine o ci vedevamo in giro tra Castiadas e Villaputzu. E guai a non passare a salutare, se la prendeva. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa bene quanto lui tenesse ai rapporti umani.
Da quel maledetto giorno di fine novembre tutto questo è ricordo.
Se solo si potesse riavvolgere il nastro, riaverti tra noi, riprendere le nostre cene e i progetti. Ci manchi caro Ale Massessi.

Prima di ogni partenza…

Ryanair mi avvisa che devo caricare i documenti.
Un altro viaggio si avvicina. Spegnere tutto, andare in un altro posto. Niente Mattarella, Sanremo, Covid, odio, rabbia italica, solo bellezza del mondo, sulle cose da scrivere e sulla musica, emozionarsi. Un tetto di una casa, un tramonto, una vecchia bottega, una stazione dei treni. La canzone che ricorderai. Il blocnotes con gli appunti. Gli incontri inattesi. Le idee che scaturirano. I come fosse se.
Nulla, non riesco a stare fermo, vivere sempre nello stesso posto, fare e pensare le stesse cose. Mi annoia, mi uccide, mi imbruttisce.
Cambiare. Partire. Allontanarsi. Mettersi in gioco. Respirare. Sopravvivere, grazie al mondo. Capire. Sentirsi piccoli e periferici di fronte a tutto ciò che è diverso e altro. Senza perdere tempo che tanto il tempo non lo recuperi. Non è fantastico?

Il signor Gabriele del Poetto

Al chiosco il Nilo c’è un signore dai modi gentili che serve ai tavoli.
Un signore d’altri tempi, con un viso che porta i segni di una vita.
Ha una giacca marron, una camicia bianca nascosta da un maglioncino abbinato sempre con un colore retrò, scarpe in camoscio.
Una contronarrazione disorientante al cameriere giovane e alla moda che ti aspetteresti al Poetto.
Saluta e ringrazia tutti, ha un fare lento e misurato quando porta un piatto, quando ritira il caffè dal tavolo controllando che sia finito. Posso? Scusa? Mi spiace. Ecco a lei. Buon appetito. La ringrazio.
Mai forzate, mai imparate a memoria in qualche corso o perché si deve dire così. Parole accoglienti e sguardo rassicurante.
In questi giorni di fatica incrociare vite come quella del signor Gabriele può essere un segno del destino. Rilassati, rallenta, sii gentile. Lascia perdere le ansie e le distrazioni. Non disperarti. Todo se cumple.

Tixi su Radio Sintony con l’Isola che balla!

Da stanotte torno su Radio Sintony con una trasmissione in un cui racconterò il mondo della notte e della musica, con storie, curiosità e un Dj ospite a settimana… racconterò quel che succede tra club e discoteche!
Cominciamo questo weekend con Luigi Carbini apprezzatissimo dj del Nord Sardegna.
Il format è prodotto grazie a Luca Frau della Phonofarms.
Ci sentiamo ogni venerdì e sabato dall’una in poi!

 

Laboratorio di scrittura con Agape

“Nessun uomo è un’isola”.
Non è solo lavoro, non sono solo progetti. È soprattutto calore umano, fiducia, speranza, riscatto, condivisione. La dimensione umana che per me vien prima di ogni cosa.
Oggi il mio ultimo incontro con i ragazzi ospiti di Agape Sardegna che hanno partecipato al progetto di passeggiate di scrittura per le vie della città, promosso dal Comune di Cagliari.
Grazie anche a Filippo Cocco per il supporto preziosissimo!

Ciao Don Alby

 

Ho conosciuto don Alby Alberto Pistolesi nel 2015 grazie all’amico in comune Sergio. Mi invitò a tenere un corso di comunicazione per i suoi animatori, a Solanas. Una giornata intensa di fine estate, a cui partecipò anche l’allora vescovo con cui ebbi la fortuna di chiacchierare a pranzo.
Bastarono pochi minuti per capire che persona fosse: disponibile, premuroso, trascinatore. Un prete diverso dalle etichette e dai luoghi comuni. Un prete “avanti”, che cambiava lo spirito della gente, una di quelle persone che ogni comunità e quartiere vorrebbe e dovrebbe avere. Perché non era solo un apostolo di Dio, era uno che univa e riuniva. Che motivava i giovani a non essere soli. La certezza, a Genneruxi come a Sinnai.
L’ho iniziato a seguire sui social, ci siamo incrociati poco o nulla in questi anni. I suoi modi di lanciare temi e riflessioni erano sempre avanti. La sua gentilezza e ironia resteranno un bellissimo ricordo.
The show must go on, dicevano i Queen. Si prova ad andare avanti.
Alessio, Ambra, Alberto. Quanto è difficile per chi come me vive tra la gente andare avanti nonostante questi colpi tremendi e continuare a sorridere un attimo dopo? Quanto il destino o Dio, decidete voi, devono ancora giocare col nostro cuore?

Ciao Ale Massessi

“Uno che si sporcava sempre le mani”.
Avevo conosciuto Alessio allo Zero, grazie alla comune amicizia con Gianni Casella, oltre dieci anni fa.
Un ragazzo intraprendente, con una gran voglia di fare, oltre alla mia stessa passione: la musica.
Un giorno, un anno fa, mi ha raccontato la sua storia. Ha iniziato a lavorare a 16 anni nel ristorante di famiglia a Porto Corallo, poi si è fatto strada da solo, i primi soldini propri, le estati e le classiche stagioni invernali fuori dall’Isola, fino a lavorare a Madonna di Campiglio.
Non si è mai fermato: dal “semplice” cameriere è diventato imprenditore di un locale bellissimo – il Sunshine Rey – senza perdere la sua anima, il suo legame col Sarrabus e la sua gente, la sua schiettezza. Non si è seduto mai sugli allori. Faceva tutto: cameriere, service, gestore, organizzatore, oltre alla sua professione e passione da DJ.
Negli ultimi anni ci siamo visti e sentiti spesso: mi aveva chiamato come dj nel Carnevale Sarrabbese, a Orangeland e avevamo un bel progetto musicale per l’estate a Castiadas.
Ale era pignolo, incalzante, positivo, trascinatore. Incarnava l’idea del ragazzo che non si arrende, che parte dal paese e arriva a dimostrare che tutto è possibile. Mi chiamava in orari impossibili per illustrarmi le sue idee e le novità ma anche semplicemente per ridere.
Incalzante nella realizzazione delle cose che voleva, non si è mai messo problemi ad andare dritto per la sua strada, a creare connessioni, a farsi voler bene da tanti.
Mi mancheranno le sue chiamate imprevedibili, la sua ospitalità, le cene infinite nel Sarrabus, la sua lungimiranza.
Mi ha insegnato tanto e gli devo tanto.
Ultimo pensiero, forse banale. Perdere la vita così, in un attimo, a 38 anni mi ricorda che siamo di passaggio. E che forse vivere ogni giorno senza aspettare occasioni e tempo, senza perdere energia in inutili cose, è l’unica scelta.

Da Tallin a Helsinki

E da Tallin non te la fai un salto a Helsinki? Giuseppe Marcialis suggerisce l’ennesima avventura e allora è un attimo fare il higlietto per una nave Viking Line, chiamarlo traghetto è offensivo, e farsi due ore e mezzo nello scuro Mar Baltico.
Dimentico le vergognose carrette del mare italiche, la nave è un portento: saloni, lounge bar, zone bimbi, pulizia e cura. Un viaggio perfetto – qualcuno ha preso pure la cabina – e la capitale finlandese si svela fai primi isolotti. Io sorrido, un’altra bandierina, il posto più a nord dove son stato. E Helsinki si rivela gran sorpresa. “Non c’è niente”, “solo freddo” mi avevano detto. “È bruttina”, avevano rincarato altri. Niente di più sbagliato. Helsinki è una piccola gemma tutta da scoprire e basta immergersi nella quotidiana ordinata e silenziosa di questo popolo misterioso di pelle chiarissima per coglierne il senso.
Poche ore di luce, il sole è optional come gli alzacristalli sulle vecchie panda, il mio tour de force prevede pero’ un giro di esplorazione veloce che tocchi almeno i punti più importanti e si prenda il tempo per fermarsi, lavorare e pensare in qualche caffè per caso.
Il mercato, prima tappa. Capita sul tragitto ed è impossibile non passarci visto che sta proprio vicino alle partenze dei traghetti per le isole. Dopo aver passeggiato tra le sue corsie e ammirato ogni bontà (salmone, cervo, aringhe, carne o chips di renna e via dicendo) mi godo una zuppa e con un pezzo di pane di segale sormontato da salmone, granchio o gamberetti, in uno dei tanti baretti. Prezzi alti, e questo sarà la costante di Helsinki! Fuori nell’area esterna, il Kauppatori, tanti banchetti con frutta, verdura, pesce fresco e piatti pronti tutti in stile nordico. Ma davvero la loro cucina fa così schifo? Solite idiozie!
A due passi, ma sono dieci minuti, la Cattedrale luterana e piazza del Senato, uno spazio armonioso e il bianco della chiesa quasi accieca i tanti turisti che affollano la zona. Salendo le sce ci si sente Rocky di terz’ordine ma merita: si gode una bella vista verso il fronte del porto!
Un salto alla Chiesa nella roccia dove di mezzo c’è un motivo musicale. È la chiesa che non ti aspetti nella città che non ti aspetti, appartata rispetto al centro, è scavata nella roccia tanto da non essere visibile all’esterno. Dentro, i contrasti la rendono diversa dalle altre, un rifugio riadattato, una enclave, tanto da essere una delle attrazioni più visitate. Sembra più una costruzione avveniristica che un luogo di culto. Il silenzio regna sovrano e l’atmosfera è intima, grazie anche al tanto legno.
Poi c’è Uspensi, Cattedrale ortodossa che domina questa parte di città e che può valere uno stop. Dopo aver visitato la cattedrale, passo a Katajanokka, quartiere residenziale con bei palazzi e scorci sul mare. Le luci di Natale disegnano geometrie di regali, renne, stelle. Lo shopping riunisce i finlandesi in un grande rito collettivo.
Raggiungo Kallio, il quartiere dei bar, che in questa zona si susseguono l’un l’altro senza praticamente soluzione di continuità. Potete andarci dopo cena, quando si riempiono e al loro interno scorrono fiumi di birra. Io ci passo prima, fedele al mio andar contro.
Il freddo pungente, siamo a meno tre, mi sfida. Le mani gelano, ogni punto scoperto punge e il cuore comincia a battere. Cerco un bar ma trovo una sfilza di locali esclusivi dove probabile che mi prendano per terrorista. Appena leggo Gallery mi sento rilassato. Ho bisogno di una pausa, subito!
(Continua)