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Se una notte…

Se in otto ore, partendo ieri da Milano, riesci a fare una cena con i compagni delle elementari, una serata al Lido nonostante il tuo mac si riscaldi e faccia i capricci, abbracciare e farti cazziare da tua madre (ma non puoi fare queste cose, ma non sei stanco?, ma quando ti riposi), dormire quel pochino che serve per poter sopravvivere e poi trovarti all'aeroporto alle 5 del mattino destinazione Milano Linate, prima di una giornata campale per la tua vita, se sopravvivi a questo, che poi sono leggerezze, qualcosa di bello può accadere sempre. E questo anche grazie alle persone che ti vogliono bene, agli amici di vecchia data che si materializzano agli imbarchi (vero Giacomo Lorrai) o quelli che ti sorridono quando arrivi a cagliari (Paolo Melis è per te), quelli che ti trovi in consolle e in pista, insomma quelli che in fondo capiscono chi sei e tutto il tuo incasinamento ma restano al tuo fianco.

Sicurezze e rischi

I viaggi ti permettono di nutrirti della ricchezza del mondo e delle sue differenze ed è bello vedere come nord e sud non siano solo geografia ma anche modi di pensare e vivere diversi e toccarli, conoscerli e vederli dal vivo. Di Milano ci sono tante cose che non mi piacciono, la velocità, l’aziendalismo sfrenato, la rincorsa continua su tutto e tutti, ma la praticità delle persone, la concretezza, la capacità di concludere qualcosa e di essere proattivi mi sorprende. Mentre io mi lamento e temporeggio, gli altri rischiano e fanno. Però la nostra poesia e spensieratezza, quella leggerezza del sud al limite dello scazzo, che ti fa abbandonare dietro un bellissimo tramonto, che ti fa perdere il senso del tempo, beh..te la scordi 😉

Orio al Serio, gate 12

Al gate 11 partono per Tenerife. Al nostro, il 12, una fila speranzosa anticipa di molto la partenza indicata nel monitor dell’imbarco. I display blu in alto scrivono con caratteri gialli un nuovo orario per Barcellona El prat: 15:35. Ritardo. Poco da fare.
Mi tocca leggere e osservare questo spicchio di mondo, di sagome scure che passano avanti e che hanno come sfondo la pista e le montagne dietro Bergamo.
Vicino a me una ragazzina legge un romanzo, stessa cosa una figlia, il titolo del libro, copertina rossa, è Persepolis, con una madre che invece usa un ebook: strana inversione dei ruoli. Due amici guardando un cellulare e una donna mette le scarpe sopra il bagagli, sopra la maniglia ha un cappello di paglia che dondola al suo minimo movimento.
C’è qualcosa che mi divide da questo esercito turisti e un po’ invidio: la loro leggerezza o almeno quel senso di spensieratezza che hanno quando partono. Sanno di non dover pensare più a nulla e doversi semplicemente divertire. Per me i viaggi, qualsiasi sia la lunghezza o destinazione, sono un attimo di sospensione dall’esistenza, turbine di pensieri e tensioni, rimettono in moto il cervello e fanno emergere canzoni e ricordi del passato. Accarezzo emozioni forti come non mai nella quotidiana esistenza. E, purtroppo, pongono pure mille domande di difficile soluzione.

Flixbus

Dal Trentino a Barcellona passando per Bergamo. Per la prima volta uso #Flixbus, il ryanair degli autobus, oggetto anche di recenti polemiche per concorrenza sleale. Già primo approccio mi sembra il classico servizio low cost ben organizzato, apprezzato da chi come me viaggia molto e vuol testare ogni servizio per conoscere tutte le opportunità, lontano dalle lungaggini di certi servizi italioti: un sito semplice per prenotare (ti devi stampare e apporre l’etichetta sul bagaglio), l’applicazione che ti permette di avere il ticket elettronico e altre info, il bus in orario, check in veloce, wifi, personale gentile e utilissima presa (sia usb che normale) per la ricarica e poi ancora posti comodi e spaziosi.

Appena sai a bordo un messaggio ti spiega i servizi a bordo presenti. Pulizia discreta.

Spendo 15 euro per andare dalla stazione di Rovereto a Orio al Serio, prezzo assolutamente competitivo e che mi evita tre treni.

Come immaginavo, il bus sembra un grande ostello viaggiante, visto che la maggior parte dei passeggeri a bordo sono ragazzi.

Quanto sarebbe bello un servizio così anche in Sardegna? Quanto aiuterebbe le persone a spostarsi e sviluppare una valida alternativa al servizio pubblico? Ok, smetto di immaginare.

Tra un volo e un altro

Non so se questa estate tolga o dia di più alla mia vita o sia semplicemente un passaggio necessario verso un altro punto dell’esistenza.

Nel dubbio, mi imbarco, parto e muovo le ali di nuovo.

Caffè o succo?

“Caffè o succo?” chiede l’addetto bar con i guanti bianchi e il carrellino completo di vivande e giornali.

Affondo nella poltrona 1a, vagone 1, del Freccia Rossa Verona-Milano Centrale.

Tra le tante cose che mi riescono male nella vita c’è sicuramente quella di riuscire a dormire in viaggio, malgrado la stanchezza. Un caffè fumante preso malgrado il sonno, una buona musica in cuffia, il mondo che scorre dal finestrino, l’ansia dell’arrivo e di quel che verrà bastano per tenermi sempre e comunque sveglio.

Direzione metropoli, lunedì mattina, i silenzi di montagna diventeranno traffico rovente e badge, il sole della Padania picchia forte sul vivo e poi le lucentezze del lago di Garda accompagnano questo nuovo giro di vita, di partenze e arrivi, lontananze felici e nostalgiche.

Si ricomincia la settimana

Un’altra settimana comincia, a Milano come per miracolo si respira, il termometro segna 23, ma promette temporali. Poca stanchezza, anche se come sempre non ho dormito durante il volo. Scendo le scale dell’aereo, la valigia pesa, c’è un weekend ricco di bei ricordi e incontri, musica e aria di campagna.
Grazie a chi in qualche modo ne ha fatto parte 🙏

Risvegli perfetti

Io li chiamo risvegli perfetti. L’alba tra le montagne del Trentino, il silenzio rotto dal rumore del trolley, la colazione con le paste appena cotte, l’ansia di non perdere il treno e poi le stazioni, le città, guardare da un finestrino il mondo scorrere davanti mentre il sole comincia ad affacciarsi al mondo.