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“Caffè o succo?” chiede l’addetto bar con i guanti bianchi e il carrellino completo di vivande e giornali.

Affondo nella poltrona 1a, vagone 1, del Freccia Rossa Verona-Milano Centrale.

Tra le tante cose che mi riescono male nella vita c’è sicuramente quella di riuscire a dormire in viaggio, malgrado la stanchezza. Un caffè fumante preso malgrado il sonno, una buona musica in cuffia, il mondo che scorre dal finestrino, l’ansia dell’arrivo e di quel che verrà bastano per tenermi sempre e comunque sveglio.

Direzione metropoli, lunedì mattina, i silenzi di montagna diventeranno traffico rovente e badge, il sole della Padania picchia forte sul vivo e poi le lucentezze del lago di Garda accompagnano questo nuovo giro di vita, di partenze e arrivi, lontananze felici e nostalgiche.

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