Il viaggio è la cartolina della mia vita. Sbaglio sempre l’uscita nelle autostrade, arrivo sempre nel negozio quando la mia taglia di scarpe è appena stata ultimata, mi si scarica sul più bello l’iphone (magari quando voglio fare una belle foto) e scelgo sempre il percorso più lungo per arrivare a destinazione. Oppure porto nel bagaglio più di quanto mi serva per timore che non basti per la mia permanenza.I miei viaggi riassumono, mi descrivono più di ogni altra cosa. Ansie, passioni, voglia di cambiamento ed energie, senso di libertà. Limiti e pregi di me stesso. Mi offrono questa consapevolezza.

Bello perdersi una volta tanto in una grande città in un pomeriggio d’estate, dimenticando tutto e tutti, incrociando umanità di ogni genere, mentalità, tendenza, colore, look e parlata e pensando che solo i viaggi salvano l’anima da una lenta morte.

Bello viaggiare di città in città, di casello in casello, di regione in regione, facendo scorrere persone, pensieri, colori e fotografie.

Ieri ero a Milano. Una giornata a visitare la città, andare in centro e trovare big brother Tixi che vi risiede da anni. Una città di cui mi innamorai quand’ero piccolo, ai tempi in cui facevo la spola per andar a trovare sempre mio fratello (allora universitario) e per vedere il Milan… una città in cui non vivrei mai se non per le opportunità e il cosmopolitismo che ti offre, che se confrontato al provincialismo sonnolento e piccolo borghese di Cagliari è attraente. Ma preferisco non fuggire dalla mia città, conquistarmi un futuro (finché potrò) sempre a casa mia, a rischio di soffrire di più.

I viaggi ti fanno cambiar aria, prospettiva, rivedere una parte di te. Piccoli o grandi. Trasferte di squadra, viaggi di lavoro o solo momenti in cui vuoi partire per luoghi lontani.

Vorrei avere tempo per viaggiare di più, e non solo tempo. Soldi, opportunità, possibilità. Chiudere tutto e partire, senza avere una destinazione.

Sarebbe bello, chissà se prima o poi…

 

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