Arrivi e partenze (connessioni della vita di Tixi)

Ci sono delle grandissime connessioni tra la professione del dj, quella dell’animatore e quella dell’allenatore, quelle che interpreto nel mio viaggio chiamato vita.

Una fra queste è che sono sempre di passaggio nella vita delle persone. È strano a dirsi ma è così: le vedi per un determinato periodo di tempo, una stagione o forse più o forse meno. Poi le abbandoni, spesso per sempre.

 

Vivi di continui arrivi e partenze, bagagli che si disfano e altri che si preparano, saluti, sorrisi e parole che si perdono: persone nuove, che già conosci, gente che viene, gente che se ne va. Nel momento in cui ti affezioni e il tempo comincia a cementare un rapporto, il treno parte. È già troppo tardi, tutto finito.

 

Ogni finale nasconde un po’ di mal d’anima e di tristezza, ma sei abituato oramai dagli anni che passano e da tutti gli epiloghi che hai visto. Hai fortificato il cuore, hai asciugato qualche lacrima e hai capito quale sia la filosofia della tua vita.

 

Professioni come queste sono temporanee e in sospeso, non danno spazio alle nostalgie: lasciano piccoli grandi ricordi che spesso si risolvono anche solo in immagini che ti accompagneranno nel tempo, un sorriso, una foto, un abbraccio, una frase, un momento, un gol, una serata, una canzone.

 

Il fine turno di un centro per le vacanze, la fine di una stagione calcistica o di discoteca, il trasferimento in un locale o il cambio di una casacca. In questi anni ho visto passarmi davanti generazioni di persone, di mode, di sogni. Colleghi, amici, allievi, responsabili, capi.

 

Spesso rivedo le persone dopo tanto tempo, non sempre è facile riconoscerle. È curioso sapere cosa fanno e  cosa pensano di quel periodo in cui ci si vedeva spesso. Spesso le ritrovi e ricominci a frequentarle, altre volte è solo un saluto e un inutile “ci sentiamo” perché non ci saranno più quelle occasioni di prima.

 

È bello che la gente si ricordi di te, delle emozioni che hai saputo trasmettere, del tuo sorriso e del tuo lavoro, della tua musica e della magia che hai saputo dare anche solo con la tua presenza.

 

Come quel vecchio organizzatore che pochi giorni fa mi chiedeva il titolo di un mio megamix del 2006 che avevo forse rimosso dalla memoria, come quel pizzaiolo che ti riconosce in un centro commerciale e ripesca un curioso episodio in discoteca. O quello che ti aggiunge su facebook ricordandosi gli stage delle mie vecchie società di calcetto e quell’annata insieme. Certo non tutti, ma quando succede…

 

Ogni incontro e ogni addio ha cambiato un piccolo pezzo della nostra esistenza.

 

Odio le partenze, gli ultimi giorni, i saluti finali, gli addii e gli arrivederci. Che siano nel lavoro, che siano nella vita. Se posso evito. Mi nascondo da qualche parte e aspetto che tutto finisca. Fuggo come un pivello, per non farmi sfuggire una lacrima. Non trovo mai le parole giuste per un addio o un arrivederci, lo ammetto.

Ma la mia vita oramai è questa: partenze e arrivi. Ancora partenze. Amicizie e amori temporanei. Collaborazioni e sodalizi. Tutto ricomincia, come domani mattina. Un nuovo turno.

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