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Barcelona Beach Festival

È tutto bellissimo nella tradizione degli eventi organizzati a Barcellona dove tutto è curato nei minimi dettagli.

Kygo apre lento, Axwell+Ingrosso da applausi, mattatori e fantasiosi, una spanna sopra tutti, Garrix fenomeno quando dà spazio alle melodie, Armin scazzotta di brutto e mette la quarta. Tra poco Dimitri Vegas&LikeMike e Hardwell… Non è roba per deboli di cuore tipo il sottoscritto che arriva in ritardo, poi perde pass e il telefono (lasciato al bar e subito ritrovato). Ma alla fine NE E’ VALSA LA PENA ❤️

La disco è la DISCO

Possono nascere club, localini, ritrovi, e puoi mettere tutti i generi superfighi e di nicchia, fare il party imbruttito dal nome originale, ma la DISCO, ovunque sia, resta sempre la DISCO. Il volume alto, la consolle che domina, la pista, il Dj, il bar. Componenti chiare di un luogo unico che la gente come me ama.

Vita da dj

Fare il dj non è solo salire sulla consolle, essere conosciuto e mettere tutto il tuo intuito e genio per far divertire la gente (e non è detto che si riesca). Delle serate mi piace notare i particolari e ricordarmi gli intrecci: i genitori che aspettano con ansia i figli all’uscita, i miei litigi con il computer, vedere in azione i colleghi amici dj e la loro diversa concentrazione e linea musicale, gli abbordaggi spesso improbabili in pista dei clienti, il mare che luccica e la luna sullo sfondo di ogni notte d’estate, i profumi dei paninari all’uscita e le tante persone che ti fermano in serata, un saluto nella loro gestualità e due parole sempre da condividere, o una foto, spesso anche chi non ti aspetti che pure ti segue e sa tutto di te tramite i social. 
La musica e quella euforia poi si dirada quando accendi il motore e la serata diventa un file da archivio dei ricordi. E non puoi che ringraziare che tutto questo continui ad accadere. 
Ok, valigia da fare, due ore di sonno e poi volo Cagliari-Bergamo.

Eppure, non so perché, ma oggi sono triste di andar via.

La violenza sta davvero allo stadio e in disco?

LA VIOLENZA STA DAVVERO IN DISCO E NEGLI STADI?

In questi anni è passato il messaggio che i luoghi peggiori del mondo fossero discoteche, locali notturni e stadio popolati di orde di zombie assetati di sangue, criminali, ubriaconi, droghini, pazzi, malintenzionati in servizio permanente.

Ogni volta che succede qualcosa in questi ambienti scatta subito una generale colpevolizzazione e la moralizzazione: CHIUDETE TUTTO, TUTTI COLPEVOLI.

Eppure, se qualcuno ha l’accortezza di starci dentro, di osservare con occhio attento, cosa che probabilmente molti NON fanno, noterà cose stupefacenti: una maggioranza di gente perbene, che studia e lavora, che vuole solo divertirsi passando qualche ora serena, emozionarsi, inneggiare i propri colori, ballare e bersi qualche drink (se non guida quale sarebbe il problema?) e che magari non sta in giro a delinquere e rompere i coglioni.

I pazzi, i deviati, i criminali lo sapete che ci sono anche in altri ambienti giudicati a prova di crimine, sicuri e felici, tipo le famiglie del Mulino Bianco, le case perfette, le chiese, le coppie, i posti di lavoro, le strade dello shopping, i negozi, le scuole? Che dire della violenza che passa in tv, le risse tra politici, gli insulti e tanto altro?
Sapete che la violenza compone la società nel suo insieme e non solo negli ambienti che si reputano, senza aver dati e numeri, più pericolosi?

Come saperlo? Guardi la cronaca, tra crimini, minacce, abusivismo, furti, incendi, teppismo urbano non mi pare proprio che il problema sia lo stadio o il mondo della notte.

Anzi, sono luoghi d’aggregazione che forse, visto quello che c’è in giro, finisco per essere di gran lunga migliori. Eppure…Eppure…

I dilemmi del dj

Ogni dj è di fronte sempre a un eterno dilemma: mettere buona musica, ricercare pezzi o tenere la pista e far ballare. Arte e posto di lavoro. 

Non sempre si può trovare un equilibrio, anzi rispetto agli anni passati l’equilibrio sta scivolando sempre verso il basso.
Se penso a tutte le idee che mi arrivano dai viaggi, alle serate dove curiosamente sento musica diversa dalla mia (io sono un animale, ascolto tutto), ai dischi che mi prendo e mi sono comprato in quasi vent’anni, alcuni sono diventati solo reperti archeologici o orpelli di una passione.

Pare che la formula jukebox (metti tutti i pezzi che si sentono di più negli ultimi 3/4 anni, specie se dell’anno scorso) ti dia la certezza di avere sempre riscontri positivi, di aver successo come dj, “metti quello che la gente vuole”, però che delusione, posso dirlo?

La colpa è anche un po’ nostra.

La colpa è anche un po’ di noi dj che per qualche consolle in più abbiam smesso di essere pionieri e rivoluzionari e abbiamo abituato il pubblico alla pappa pronta.

Sopra il banco!

tixiCi sono cose che vanno bene e altre che vanno storte nella vita di ognuno.

Il bello: prendi una bellissima mattinata passata al liceo Scientifico Brotzu di Quartu a parlare, seduto su un banco, davanti a centinaia di ragazzi.  Read More

C'eravamo noi

Tornando da Santa giorni fa, un lungo scorrere di locali che ricordano mie serate bellissime da dj e ora sono da tempo strutture spettrali, specchio del tempo di crisi e di estati a metà.

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