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In riva al mare

Ora sono di fronte al mare. Il cielo è nuvoloso come fosse ottobre. I ragazzi e le famiglie giocano spensierati. Il mare è una tavola liscia. L’aria è fresca e questo è un momento magico. Adoro il mare senza il sole, queste giornate incerte che non sai come si evolvano.

Nel pc c’è l’ultimo progetto editoriale, uno dei tanti su cui mi sbatto ogni giorno. Purtroppo il computer si è riavviato e ho perso il lavoro di un’ora. Maledico la mia disattenzione e provo a capire il perchè.

Ci sono sogni che posso raccontare che poi obiettivi su cui mi misuro ogni giorno.
Dopo vent’anni, mi auguro almeno altri vent’anni da DJ, poco importa se diranno – lo fanno già ora – che sono vecchio e passato o scarso. E poi che la mia piccola attività di comunicazione e ufficio stampa che ora è bella impegnativa si sviluppi ancora molto. Possa fare del bene per tante persone che puntano su di me, assumere buoni collaboratori e dare lavoro ad altri, specie nella mia Terra.
Restare sempre autonomo e indipendente, anche se significa restar “piccoli” in un mondo di squali.

Quelli che realizzano i propri sogni

Non so se sia un caso ma negli ultimi giorni incrocio molti amici e conoscenti che hanno realizzato i propri progetti e sogni. Calciatori, comunicatori, grafici, viaggiatori, imprenditori, insegnanti, dj, produttori e tanto altro.

Li avevo lasciati anni fa nell’anonimato o annaspando col rischio di andare giù. Perché erano persone senza grandi mezzi. Perché avevano messo in gioco tutto.

Ho sempre pensato che il successo vero non sia di chi ha tanto a disposizione di partenza – e spesso é esaltato oltremodo – ma di chi ha poco o nulla e riesce a far tesoro.

Ho ascoltato le storie e ho visto che c’erano delle cose comuni molto interessanti: una grande perseveranza, un’umiltà spaventosa, l’accettazione dei sacrifici e il coraggio di rischiare prima che un talento vero e proprio nel fare.
Poca estetica molto spessore.
Piccoli artigiani prima che artisti.
Una bella lezione.

Prostituzione

Qualsiasi libera professione senza paracadute di famiglia, fortune ereditate e casta vive di alti e bassi.

Per anni ci siamo raccontati che “bisogna seguire il cuore” fare le cose che piacciono” “la bella vita” dimenticandoci poi che le bollette vadano pagate, i fornitori pure, i guasti e le urgenze, e quindi spesso bisogna fare cose che non ci piacciono, con persone che non ci piacciono. Diffidate di chi racconta che fa solo cose belle, di chi non si sporca le mani, quella è bugia.

Ogni grande sogno, per essere raggiunto e mantenuto, necessita di fango e sacrificio, di bocconi amari, di antipatici di fianco, altrimenti non sarebbe un grande sogno.

(Pensieri camminando per Castello)

Frase sopra il letto

Non si firma mai un patto col destino. Mi sono oramai allenato al cambiamento e quando ci sono delle novità e dei finali ho capito, passata l’amarezza, che il futuro riservi sempre cose nuove e magari migliori di quelle che hai lasciato, che le sconfitte non sempre facciano male perché ti allenano a migliorare te stesso e capire cosa vuoi.

La vita è fatta di capitoli, scelte, periodi più o meno lunghi. Me ne son accorto dalla mia e anche chiacchierando con altre persone.

Apro e chiudo valigie, prendo treni e aerei, compongo e scompongono l’esistenza, accendo e spengo consolle e computer, incontro, mi affeziono e perdo persone, mi amareggio e poi tocco il cielo, cambio idee e città con velocità, sono incoerente, incostante, incasinato e questo non lo vedo mai come un difetto. Quando sono triste e credo che nulla cambi, quando penso che tutto vada a rotoli, c’è sempre la scintilla che smuove tutto. Perchè devo avere fiducia, anche quando non gira.
Siamo anime in perenne movimento perché attorno a noi tutto si muove. Ogni giorno, ogni mattino. E questa scritta sopra il letto della mia nuova casa milanese, in cui starò per qualche mese, è un dono tanto casuale quanto magnifico e racconta come ogni giorno dobbiamo ripartire.
Prima lo capiamo, prima viviamo meglio.

La strada verso i sogni

Nella strada verso i sogni la vita ci impone rallentamenti e deviazioni. Ci impone di pazientare e trovare nuove vie, anche difficoltose e pesanti. Una riflessione che spesso mi piace fare è che qualsiasi cosa tu curi con pazienza cresce e dà frutti, presto o tardi. Come la rosa del piccolo principe. Siamo abituati al tutto e subito, non riusciamo più a guardare oltre al nostro naso. Abbiamo paura di realizzare un sogno perché costa fatica, rinuncia, delusione e tempo.
Sembra una stupidaggine, ma è verità.

Non è mai troppo tardi

I successi del farmacologo Gessa, le parate di Buffon, Bob Dylan o i Depeche Mode (che nemmeno ascolto). Per raccontarvi che chi dice che nella vita ci sono età per fare e per smettere non ha capito nulla. Che fisico e cervello, se addestrati, possono darti soddisfazioni e risultati a ogni età. Che puoi essere giovane o vecchio ma se sei mediocre resti sempre mediocre e a nulla vale strillare che quello deve andare in pensione, è troppo vecchio e tocca a te. Che i diritti e gli spazi si conquistano con il lavoro e il talento.

La vita va vissuta fino alla vecchiaia senza rinunciare ai sogni. Troppi giovani rinunciano a imparare e lottare, a farsi strada e migliorarsi. Accusano solo il sistema ma non agiscono. Troppi adulti spengono presto la speranza di raggiungere un obiettivo. Troppi ascoltano le frasi fatte degli altri.

Puoi riuscire in qualcosa a vent’anni puoi farlo a cinquanta. Sei tu, solo tu, a deciderlo.

Perchè se viaggi guadagni sempre

La domanda più stupida che ricevi quando viaggi è: ma quanto spendi? Ma chissà quanto costa!Viviamo oramai in una società calcolatrice in mano, capace solo di quantificare le cose materiali, di fare liste della spesa, i bilanci, i rendiconti, i preventivi, mai di considerare il valore di quelle cose che animano l’esistenza e rendono VIVI nonostante pensieri e preoccupazioni. Di perdere tempo per un sogno o una passione che ci renda ancora desiderosi di un’alba o di un tramonto.

Ragionieri tristi e incravattati che vivono alle prese sempre con i bilanci. 

Le loro domande esistenziali?Quanto perdo e quanto guadagno? Cosa mi costa? Quanto mi dai se faccio questo? Chi me lo fa fare? Come farò? 

Non rischiano, non provano, non si emozionano. Detestano chi lo fa: è poco serio, bisogna pensare alle cose importanti. Per loro è tutto contabilizzato, emozioni comprese. Vanno regolate o si rischia di apparire strani e fuoriluogo.

Arrivano alla tomba facendo ancora i conti, poi in punto di morte rammaricandosi delle esperienze rimandate alle occasioni migliori. 

Caro calcolatore, ok i voli, le sistemazioni e i trasferimenti, ma poi quantificare le emozioni, i ricordi, le esperienze, le sensazioni, i pensieri, i miglioramenti alla tua lingua e mentalità, tutte le cose che impari solo viaggiando e conoscendo? Ae ci riesci, sono qui ad aspettare una cifra.

Non saper che fare

È allarmante. Sempre più giovani a 18/20 anni non sanno che fare nella vita. Un’idea, un sogno? Nulla.
Non hanno passioni, non riescono minimamente (minimamente, dico) a domandarsi qualcosa che non sia che serata c’è nel weekend. E allora l’università diversa parcheggio, garage, locanda.

Paura del futuro, noia, normalità o semplice poco guardarsi dentro? Credo che l’assenza di stimoli, di buone letture e amicizie, di viaggi e interessi, di famiglie che li seguano, il continuo esser bombardati dal nulla modaiolo e catodico, spesso li lasci in mezzo alla strada.

Invece esiste una strada, per ogni persona. Basterebbe cercarla.

Sogni, talenti e infatuazioni passeggere

“E anche l’ultimo cdj è andato….mi sono costati tanti sacrifici e darli via così mi ha fatto un po di tristezza, ma evidentemente il destino su quella strada proprio non mi ci ha voluto far andare….si chiude un’altra porta e finisce un altro sogno” Read More