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La casa ricomprata

Succede a Tula, piccolo paese di mille anime in provincia di Sassari, ed è una di quelle belle storie che mi piace raccontare.

Un operaio perde il lavoro. Cominciano i problemi economici e la casa, dove vive con la moglie e due figli, viene messa all’asta.

La casa, bene prezioso, conquista di anni di lavoro e sacrifici.

Quando tutto sembra perduto qualcosa si muove.

Oltre ai servizi sociali del Comune in tanti si attivano nel piccolo paese del Logudoro.

La famiglia riesce a continuare ad abitare nella casa fino all’asta e poi, quando c’é la vendita, il paese, con un bel gesto collettivo, compra la stessa permettendo alla famiglia di restarci.

C’é ancora spazio per sperare, nonostante tutto.

Il mio nido a Barcellona

Quando cominci a mettere radici in più città prima di tutto devi immergerti nel posto tagliando le usanze del turista, trovarti una casetta che ti ospiti, un piccolo punto di riferimento. E non puoi che averlo nel rumoroso e variegato quartiere del Raval, a due passi dal mare e dalla Rambla, dove davvero trovi ogni espressione umana e puoi curiosare tra voci, odori e sguardi. Non guardate il disordine della camera, ieri sono arrivato qui all’una di notte e son volato all’Opium dopo aver poggiato la borsa. Ecco, questo è il mio nido a Barcellona 😉

A casa, una giornata di pioggia

APPUNTI DI #TIXILIFE
Solo l’idea che debba rimanere in casa mi uccide.

Stamattina è successo, causa allerta, e mi son ricordato quando non andavo a scuola. Dopo la prima emozione per il giorno di libertà, la noia. L’assoluta inutilità. Malgrado gli impegni, malgrado le cose da fare. Ieri come oggi. Fuori diceva di non uscire: lampi, vento e acqua a battere sulle finestre con insistenza quasi volesse entrare. Zalone e Bisio alla tv, il wifi e sky. Nulla davvero.
Mi son seduto sul divano comprato in superofferta in attesa di un lampo d’ingegno. Televisione accesa, connesso.

Ho scelto musica nuova con meticolosità, house, l’ho selezionata come fosse un piatto da servire a una cena di gala, l’ho mixata, mi sono abbandonato così in una mattinata da DJ casalingo, per ore. Ho montato la trasmissione per Radio Sintony, caricato tutto sul podcastixi. Poi soundcloud.
Tredici e trenta. Doccia. Nessuna voglia di cucinare.

Zaino in spalla, magliettina. Il vento era tutt’altro che freddo. La città stranamente vuota. Le foglie per terra, il cielo che cambiava, le nuvole a rincorrersi. Io in auto, direzione giapponese. Ore 14,20 “posso ancora accomodarmi?” “Celto”. Ho gustato sushi, sashimi, spaghetti di soia. Nel mentre ho acceso il Mac e fatto mille altre cose. Ho ritrovato la voglia di fare.

Pagato. Scompigliato i capelli. Un salto in federazione. Ora davanti al mare a rimettere in ordine le idee. Alcuni temerari sfidano il tempo correndo. Le barche dondolano cullate dal mare nervoso. La Grimaldi ha acceso i fari e un rimorchiatore lascia il porto con coraggio.

Poi ci sono io, fermo come un fesso in auto.

Un weekend impegnativo mi aspetta: Turisport, animazione e serate da dj. Poi Milano la prossima settimana, sempre per un djset. Poi un viaggio in arrivo.
Stare fermi uccide, fidatevi.

Ritorni a casa

C’è l’aria di Elmas non appena esci dall’aereo.

C’è il risveglio a casa tua, con un po’ di stanchezza.

Ci sono i bagagli da disfare, la spesa da fare.

Ci sono i tuoi djset del weekend (ci vediamo alle 5 al Calypso e stanotte al Kingka).

C’è il lavoro e i nuovi contatti della tua società di comunicazione.

Ci sono tutte le energie e le idee scaturite in viaggio.

C’è la straordinaria carica di energia e leggerezza che ogni viaggio porta con sé.

“Ora che la fiesta è andata pace, amore e gioia infinita”.

Ritorni

ImmagineC’è sempre qualcosa di bello in un ritorno. I ricordi freschi di un viaggio, il profumo della tua isola, i primi abbracci, le nuove idee scaturite in viaggio, le promesse fatte a sé stessi e l’arrivo della fine dell’estate, il periodo dell’anno che più amo con la sua idea di rinascita, inizio, ripartenza. Read More

La casa di Glò

A volte le mie amicizie e i miei incontri mi portano a incrociare tantissime persone meravigliose che mi raccontano storie bellissime che mi fa piacere condividere anche con voi che mi leggete.

Una mia amica organizza ogni domenica una “festa” del condominio, tiene la casa aperta ai vicini e agli amici del figlio.

“Arriva l’inverno, io sono una persona molto ospitale, la mia casa è sempre piena di gente ma soprattutto di ragazzini, la mia casa è a misura di bambino ..non ci sono soprammobili da rompere e se anche ci sono pazienza, cose di valore inestimabile no… per me il grande valore è avere la casa piena di gente e di bambini… Spesso la domenica lascio persino la porta di casa aperta… et voilà: vicini, amici, parenti… attirati dal profumo di dolci e di “focolare”entrano a casa!

Si incontrano e si ritrovano senza un motivo preciso se non quello di STARE ASSIEME. In tempi dove si tende ad allontanarsi fisicamente, credendo che la virtualità colmi le distanze e diminuisca le solitudini, è un grande esempio di vicinato felice!

Traslochi

E così luglio è andato e siamo entrati dentro Agosto. Vacanze? Neanche per sogno. Purtroppo le spese incombono, il trasferimento nella nuova casa pure e fermarsi sarebbe bello ma impossibile. Read More

Mi casa es tu casa

È stato un bellissimo weekend. Tre serate in tre giorni con i dj set al Sesto Senso domenica e lunedì e allo Smaila’s di Villasimius sabato, il solito caloroso contatto con la gente e il ritrovare amici vecchi e nuovi. Read More