17:14 Proprio strana la vita. Neanche il tempo di assaporare l’agognato oceano dopo migliaia di chilometri che una telefonata mi cambia il colore di un viaggio. È di mia madre, non sta bene e lo dice come ogni madre vorrebbe farlo a un figlio per non farlo preoccupare troppo, e capisco che sia forse meglio tornare. Subito. Non me la sento di proseguire. Chi come me ha perso qualcuno di caro come il padre capisce subito la sensazione ad ogni chiamata, dovesse anche essere un’inezia (come spero). Così ho giusto il tempo per vedermi di sfuggita la bella San Sebastian nel tragitto che mi porta all’hostal, sentire un vento caldo inattesi, guardare l’oceano e poi è una corsa per tornare in Italia.

Rientrare da qui non è per niente facile.
Cerco le migliori soluzioni, un posto per stampare i biglietti. Una doccia veloce, metto tutto in ricarica e non ho neanche il tempo di sdraiarmi in un bel letto: prenderò tra poco un volo per Barcellona poi mi sposterò a Girona, dormirò in aeroporto e da lì domattina su Alghero. Poi penso un’auto a noleggio perchè di corriere neanche l’ombra fino alle 5.

Rimetto tutto in ordine cercando di non aver troppa fretta e non dimenticare nulla, scendo le scale in legno sentendo solo i rumori dei miei passi. Esco e l’unica idea è trovare una fermata, la mia. Non riesco a pensare ad altro. Solo voglia di tornare, sperando che sia tutto ok, poi di ripartire ancora qui, da questo posto, da questo bel vento e mare che mi da la sensazione d’infinito.

È strano come basti poco per cambiarti le sensazioni di viaggio e tutto diventi come una tv bianco e nero. Ma questa è la vita, attimi di felicità, poi ansie e incertezze. Corse. Cambi di programma. Ecco perché va vissuta senza risparmiarsi e senza curarsi troppo di tutto il resto.

Ho pensato un po’ prima di scrivere queste cose, in cui entrano in gioco affetti familiari e privati ma credo che uno come me che fa della scrittura la sua vita, che per la scrittura darebbe la vita, non possa esimersi dal raccontare anche questi momenti con la stessa lucidità di altri più facili e scontati, quando meno esponi quel che avverti, forse per cercare di star meglio ed esorcizzare l’ansia. È un modo anche per rispettare i tanti che mi seguono: non sarebbe giusto e onesto bloccare il flusso dei pensieri.

Aeroporto, ore 17,30. Tante sensazioni affollano la testa: si fa sera qui a San Sebastian in attesa del mio volo mentre fuori segna ventuno gradi. Primavera in anticipo e io torno. Arrivo presto, mi fermo al bar per un panino ecologico, tutta verdura. Un morso e la maionese esplode. Finisco. Rimetto il piattino sul bancone sorprendendo la barista per tanta gentilezza inaspettata da un viaggiatore. Trovo una presa, attacco ma non funziona. Non ne ho voglia di cercarne un’altra: mi arrendo…mi siedo per terra, a fianco, butto zaino e peso dei pensieri nel pavimento pulito ma pur sempre pubblico. Questo aeroporto ricorda Elmas prima che lo ingrandissero: unica pista, un bar, una rivendita di giornali. Poco spazio. Come a Elmas anni fa puoi vedere l’aereo che parte a due passi, salutare i tuoi cari prima che salgano e fino all’ultimo struggerti per una partenza. Vetrate che fan condividere tutto.

Mi perdo nei miei pensieri finché una donna di mezza età con camicione azzurro, squadra pulizie, mi butta giù dalle nuvole: penso che mi stia cazziando ma in realtà mi chiede se quella presa funzioni e poi mi indica un’altra presa funzionante, a due passi. Con le mani apre la scatoletta per mostrarmela. Ringrazio. Sono quelle anime gentili che senza chiedere nulla appaiono ed è come se ti dessero una carezza inaspettata.

Barcellona, altra tappa di un rientro anticipato. Cammino nello sterminato El Prat senza curarmi delle vetrine d’alta moda e di un grande albero sopravvissuto al 6 e sponsorizzato Philips. Mi attende il pullman che interconnette i terminal poi il trenino per Barcellona Sants. Ho sentito mia madre, è tranquilla, questo mi rilassa e non importa se il viaggio si è interrotto forse sul più bello, fosse anche per nulla. C’è sempre da imparare e capire, adeguarsi ai cambiamenti.

Lezione di oggi “Smetti di essere ingrato. Non importa quanto bene o male le cose ti vanno. Alzati ogni mattina ringraziando il Creatore (qualunque esso sia) per essere vivo. Da qualche parte qualcuno sta disperatamente lottando per vivere. Invece di pensare a cosa ti stai perdendo, provate a pensare a ciò che hai e che manca agli altri”.

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