Check-in fatto, controlli pure, computer connesso e area gate dove comodamente staziono in attesa del mio volo Verona-Cagliari.

Si torna a casa. Come se iniziasse un nuovo anno. Con la linfa di una bella esperienza a San Valentino.

Questo post è uno di quelli miei, soliti. Post di ricordi e sensazioni buttate là su una pagina bianca, in attesa che qualcuno li legga o che l’eternità possa un giorno riaprirli, quando di me resteranno solo le parole scritte e i ricordi. In attesa che una voce ci chiami per prepararci all’imbarco in un altro volo.

I ritorni a casa sono come riassetti delle lancette. Si sprigiona una gran voglia di “costruire”.

Ognuno di noi vorrebbe poter incidere sulla porta di casa “Per sempre”! Invece la vita è là, piena di nuove facce e situazioni, schiudersi di nuovi scenari, nuove prospettive che arrivano all’orizzonte come le uscite dell’autostrada, chilometro dopo chilometro.

Ogni viaggio significa imparare, costruire eredità preziose, seguire il ritmo dei miei pensieri mentre scrivo, leggo, lavoro. Nel bene e nel male, son tutte esperienze, tutte agganciate al cuore. Come queste settimane nel freddo (non è un eufemismo, è una realtà) del Trentino.

È stato il quinto anno, tanta acqua è passata sotto i ponti, si dice utilizzando una felicissima frase da ripescare all’occorrenza. Come un grande fiume che travolge tutte le incertezze e lentamente arriva a valle. Non importa come, ma ci arriva. In cui metri di impeto danno spazio a momenti di calma apparente o di secche. Così è la nostra vita.

Un anno in cui un posto nascosto tra le montagne è diventato ancora di più parte del mio cuore e delle mie estati. In cui ho condiviso questa esperienza con persone fantastiche, sia umanamente che professionalmente. Nessun timore che dopo 5 anni diventi noiosa abitudine, anzi…

 

Chiamano il mio volo. Tempo di riordinare libri e appunti, spegnere il pc e mettersi in fila.

Si parte senza neanche rileggere.

Alla prossima, clic.

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