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Un litorale lunghissimo, una spiaggia enorme e la viviacità di ua città cosmopolita e vivace. Un posto dove perdersi e addormentarsi in un magnifico tramonto o con una corsa perdifiato.

Figueira da Foz è la terza tappa del mio viaggio, alla foce del fiume Mondego, una delle principali località di villeggiatura del Portogallo dalla fine del XIX secolo, quando “i bagni di Figueira” erano un’abitudine tra l’aristocrazia del Centro de Portugal.

Ci vuole un po’ di camminata per raggiungere la spiaggia, la più estesa del Portogallo continentale, una immensa distesa di sabbia che abbraccia uno skylinea europeo che la notte diventa uno sfavillar di stelle, di ristoranti e localini. E mi diverto nel pensar che davanti a quella spiaggia ci sia la distanza, il continente amerciano, un altro mondo. 

Figuera rilassa, specie se la visiti fuori dalle stagioni più affollate. La spiaggia è talmente grande che hai uno spazio immenso per vivere e respirare, goderti il silenzio e la distanza. Il litorale invita una corsa al tramonto. Così accade, partendo dal grande orologio, e la situazione è talmente emozionante, vento, salsedine, rumore del mare e tramonto, che quella corsa diventa occasione per sfidare la voglia di andare avanti, oltre,  più veloci, raggiungendo e superando Cabo Mondego e le sue secche, che regalano un panorama notturno suggestivo, dove cominciano a nascere scogliere che vanno fino a quaranta metri sul mare.

Nelle vicinanze c’è il Castello di Montemor, residenza dei re e delle principesse del Portogallo.sulla cima di una collina, teatro di numerose battaglie fra musulmani e cristiani. Saranno vere tutte le leggende che si narrano a riguardo? 

Prima di lasciare Figuera voglio regalarmi una delle sette meraviglie della gastronomia portoghese: il pastel de Tentúgal. Questo dolcetto, profondamente legato alla vita conventuale, coniuga alla perfezione ingredienti classici come lo zucchero, la cannella, le uova e la pasta fillo. Una vera delizia!

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