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Cala Sinzias

Quanta acqua è passata da quando, estate 2018 pensavo che forse quella epserienza milanese sarebbe stato un capitolo, bellissimo, ma pur sempre un capitolo.

Ci riflettevo qui, in questa spiaggia, ravanando le scatole a due pazienti amiche con cui parlavo seduto in riva al mare.
Poi quel pensiero divenne realtà un anno dopo, con una lettera di dimissioni e un ritorno in patria.
Ma quante cose son successe ancora? È c’è stata anche la pandemia a ricordarmi il valore del tempo e delle persone e alla necessità di non sprecare.

In questi mesi ho conosciuto e incontrato centinaia di persone, avviato progetti senza l’ossessione di dover fare tutto con tutti e soprattutto evitando quelle situazioni che sapevo non potessero andare bene e quelle persone che portavano energia negativa (e ce ne sono) anche se fossero molto forti “politicamente”.

La cosa bella è che, nonostante tutto, persone positive attraggono altre persone positive. Ismaele le chiama “persone etiche” e mi ha illuminato con questa sua frase qualche giorno fa.

Il cammino è lunghissimo ma ogni giorno mettiamo un granellino di sabbia nel nostro contenitore chiamato vita. Alla fine dei nostri giorni, se saremo riusciti a riempirlo senza aver rammarichi, quella sarà la più grande soddisfazione.

Bollettino medico ideale

Bollettino medico-ideale (volevo condividerlo con voi).

Dovrò ringraziare questo momento di difficoltà perché mi sta insegnando tante cose.

Mi sta insegnando il valore del riposo, del silenzio e della disconnessione virtuale

Mi sta insegnando l’amore e l’affetto (spesso inatteso) di chi ho attorno (e nessuna recriminazione per chi si è dimenticato).

Mi sta insegnando che non si può sempre essere al top, anzi, è meglio vedersi anche in difficoltà.

Mi sta insegnando il valore del tempo.

Mi sta insegnando che posso fare a meno di tante cose.

Mi sta insegnando che siamo in continua evoluzione.

Non bisogna mai avere paura di sembrare un po’ più deboli e imperfetti, anzi. L’imperfezione, a dispetto dei tempi che ci richiedono la perfezione e il meglio, è una grande ricchezza.

Angolo inezie

Angolo inezie.
Volevo comprarmi gli occhiali alla moda “che vanno adesso” poi mi son chiesto, caro Tixi, cosa ti distinguerebbe dagli altri?
Nella rincorsa ossessionata della moda di stagione che prevede una serie di oggetti e comportamenti che ti etichettano come “accettabile socialmente” e meritevole di attenzione (ovviamente in quei posti/ambienti in cui vige l’outfit come riconoscimento del valore della persona) c’è la spersonalizzazione dell’individuo.
Segui una regola, un dettame, forse per farti accettare e non sentirti escluso, e obbedisci sempre a quello che decidono gli altri. Che poi non è così lontano dal pensiero unico. Con effetti un po’ grotteschi tipo essere sempre uno dei tanti. Ha un senso?

Riflessioni di fine giornata

Quante cose son capitate oggi, ci sarebbe da scrivere un libro. L’aria calda di Milano mi abbraccia come un figlio perduto tra le luci di un semaforo, i profumi di primavera e i rumori dei passi che si perdono, nessuna nostalgia nessuna distanza, tutto è un continuo evolversi e scoprire e scrollarsi di dosso pesi e paure, buone cose in arrivo.

Sei tu il posto dove vivi

“Sei tu il posto dove vivi” dice un’amica mentre un altro giorno va via a Milano e gli ultimi chiarori di un sole nuvoloso vengono sostituiti dalle lampare sullo specchio d’acqua del naviglio.
Voglio essere una spugna di mare, in balia delle onde e della bonaccia, che può assorbire tutto quello che un posto e l’anima della sua gente può dare. E poi un giorno, uscire ancora dalla confort zone, dalle certezze e sicurezze, ripartire e ancora assorbire.

Io e i miei viaggi

C’è il tramonto sulla pista, c’è una valigia semivuota, due libri, un quaderno d’appunti una carta di imbarco. Un file di ricordi assuefatti da brusii e rumori di aeroporto, tintinni di tazzine e video con immagini e una stanchezza a chili dopo un weekend lungo. C’è un volo che aspetta e una Milano stranamente piovosa. Ci sono io e i miei viaggi.

Pensieri sul lungomare di Rimini

Sempre bello svegliarsi in un’altra città, specie se c’è un’aria di mare, specie se sei fuori stagione e te la puoi godere nei suoi silenzi e nei suoi segreti.
E poi pensi a tutti quelli che non prendono mai una decisione di cambiare, a quelli che fanno sempre le stesse cose, a quelli che non dedicano mai tempo, sorrisi e ascolto agli altri. A quello che odiano le differenze e si coccolano nelle proprie due certezze. Vedi il tempo che corre e la necessità di farne buon uso.
La ricchezza sta tutta in questo mare e in questo sole di primo mattino, raccolti da un’immagine sfocata.

Viaggiare è vivere

Sera.
Crollo nel divano domandandomi che fare tra una cena sushi e una spesa veloce e un rintanarmi a casa.
Resto a pensare nel silenzio della stanza, con le ultime luci di Milano e il rumore della ventola del bagno.

Viaggiare resta una gran lezione di vita e comprensione. Ti pone mille domande che altrimenti non faresti. Incontrare persone diverse, strane, simili e lontane, per un attimo cercare di capire la loro storia, poi accorgersi che è impossibile conoscere e astenersi da ogni giudizio per quanto io sia incuriosito sempre da ogni individuo che incontro. Fosse per me vorrei conoscere chiunque, la sua storia, i sogni e progetti che ha, come vive…

Capire che l’uomo in ogni latitudine e luogo è buono e cattivo, amichevole e mano e gli schemi sono un terreno scivoloso.

In tutto questo partire e tornare senza sosta (il prossimo weekend sarò in Trentino) arricchendo la mente di nuovi stimoli e panorami aumenta la mia pazienza. Quella di capire, convivere, di adeguarmi, di sapere di non essere migliore, di non aver mai ragione (semmai esista un ragione, ma ne dubito) e di non credermi mai e poi mai al centro del mondo. Semmai un piccolo esile puntino senza mai nessuna certezza, col suo zaino e le sue poche cose, come quelle del triste frigo.02

Se

Ma se non stai con Vale ma neppure con Marquez, se pensi che Muccino possa dire su Pasolini quel che vuole perchè magari ne sa più di te, se non te ne frega nulla delle nuove norme di Facebook sui contenuti che posti, se non vai a funghi e non mangi ricci, se non continui a dire ai tuoi contatti che a cagliari c’è caldo, estate, si sta bene, c’è il paradiso, odittaddannu ad autunno, se non sei sempre al top, se non ti fidi troppo di quello che leggi su web e nei giornali o vedi in tv ma preferisci documentarti, se fai attraversare ancora i pedoni senza stressarti, se guardi con sospetto chi usa troppi aggettivi e sostantivi, se non butti i tuoi problemi sugli altri, se dedichi il tuo tempo senza chiedere nulla, se l’immagine non è tutto, se l’errore fa parte della tua esistenza, se sorridi ancora agli sconosciuti ma anche agli amici e ti confronti con comunque abbia qualcosa di interessante da dire, se per te una stretta di mano e una parola hanno ancora un valore, se pensi che i soldi non facciano le persone, se ancora ti commuovi davanti a un film o a un tramonto, se pensi ci sia sempre qualcosa da imparare dagli altri, se ti senti cagliaritano osardo ma non per questo non senti il richiamo del mondo, se alle prossime elezioni non ti candiderai o schiererai per nessuno, se non pensi che tutte le basi possano essere chiuse di colpo ma nemmeno che si possa continuare con questa triste elemosina a che categoria di alieno o pecora nera appartieni?