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Diventare giornalisti: non fatevi fregare

Amiche e amici appassionati di scrittura e giornalismo, occhio! Ho un consiglixi per voi.

Girano continuamente sulla home corsi, laboratori e reclutamenti di collaboratori con promesse di “diventare giornalisti”. Ecco, sappiate che si diventa giornalisti pubblicisti dopo 2 anni di collaborazione continuativa e retribuita presso una testata registrata (che potrete verificare all’Albo o in tribunale). Quando andrete a chiedere l’iscrizione oltre alla documentazione dei pezzi fatti vi chiederanno tutte le certificazioni di pagamento.

Per maggiori informazioni e nel caso abbiate dubbi visitate il sito www.odg.it

Sos Informazione

Dopo aver scoperto che la bimba non era stata picchiata per il crocifisso, oggi cadono forse anche tutte le prime notizie sul terrorista del museo di Tunisi. Ma intanto frotte di giornalisti senza verificare fonti e notizie, quotidianamente titolano, scrivono, anticipano cose che poi si rivelano FALSE o profondamente inesatte, incuranti dei danni che fanno all’opinione pubblica oltre che alla verità delle cose.

Si, quelli chiamano giornalisti perché ‘senza una redazione e una testata non sei un vero giornalista’. E infatti lo vedi sempre. E tutti a credere. Resto sempre dell’idea che non sia il luogo dove operi che faccia di te qualcuno o qualcosa, ma come lavori. Resto sempre dell’idea che l’informazione in Italia sia un grossissimo problema e consiglio a tutti, umilmente, di verificare sempre le notizie che leggete. Le testate e le loro proprietà editoriali. Gli interessi in gioco di questo o quell’editore o giornalista. Molto spesso sono bugie, bufale e notizie scritte per farvi credere, pensare o votare qualcosa o qualcuno, per annientare avversari o per supportare amici. Un po’ di tempo e curiosità e scoprirete tante cose interessanti 😉

Strade personali

Lunedì scorso ero all’ultimo incontro dell’Ordine dei Giornalisti per i crediti formativi.

Si parlava di regole e deontologia, temi interessanti alla luce degli ultimi tempi.

Una riflessione ampia, tra racconti di pezzi pagati 3 euro, editori che vivono di espedienti, nessuna solidarietà tra colleghi, regole a quel paese, contratti sulla carta e pochi fortunati (e bravi) a poterlo fare come mestiere.

Forse anni fa, lavata la delusione, l’aver preso altre strade rispetto al classico lavoro da giornalista di redazione e andarmene per i fatti miei (sfigatissima, perché pur avendo una tessera dal 2001 alla fine quasi non ti considerano ‘giornalista’ ma divertente se ci penso) è stata la scelta migliore.

Inutili consigli per chi scrive

In questi anni sono cresciuti a dismisura blog e siti web dove tanti, soprattutto giovani, si cimentano con la scrittura coltivando il sogno di entrare a lavorare in una redazione importante. Read More

Ultimo numero

Domenica chiude il quotidiano Sardegna 24. Partito da agosto 2011 con mille speranze e idee, con la voglia di rappresentare un’altra voce nell’immobile e precario mondo dell’informazione locale, il progetto editoriale va al capolinea dopo mesi di vicissitudini interne. Read More