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Voyeurismo 

Ieri nei miei viaggi in auto coast-to-coast mi son fermato in una piazzola per mangiare e cambiarmi. Durante le operazioni mi sono accertato che il luogo fosse adatto a fare tutto con tranquillità, perfino lavarmi i denti e far pipì e poi rilavarmi le mani con l’amuchina. Poi, ripartendo, dopo aver rimesso tutti i rifiuti in una busta, ho pensato: chissà se ci fosse qualche utente medio che aveva qualche rabbia repressa da sfogare, avrebbe potuto montare il caso. In fondo è facile. Nudo in strada, sporcaccione, eccolo là. Immaginate la scena. Immaginate cosa avrebbero detto.

Oggi, telefonino in mano, web carico a pallettoni, tutti credono di esser diventati cronisti. Spiattellano immagini di persone, siringhe, luoghi e attimi di vita altrui senza alcun problema e delicatezza di sorta. Hanno in mano strumenti che se non usati con dovizia possono creare danni. Già, ma ne sono consapevoli? Non penso.

Poi ci pensano certi giornalisti a raccontare fatti che non esistono, a montare polemiche (lo fanno con mezze frasi figuriamoci con immagini).

La voglia di colpire gli altri, specie se deboli e alla pari, è un boccone delizioso. Siamo diventati così: zero empatia, zero comprensione, zero buon senso. L’odio reciproco sta annientando le nostre energie. Qualsiasi cosa ci irrita o disturba, come se vivessimo solo noi in questa terra, e diventa importante. Qualsiasi cazzata diventa tragedia, qualsiasi situazione va sbattuta in pasto al pubblico, incapaci di comprendere le differenze e i valori. Ma mai le cose importanti perché oramai ci hanno insegnato così.

Odia e aspetta il tracollo dei tuoi pari, sopravviverai sicuramente.

Sos Informazione

Dopo aver scoperto che la bimba non era stata picchiata per il crocifisso, oggi cadono forse anche tutte le prime notizie sul terrorista del museo di Tunisi. Ma intanto frotte di giornalisti senza verificare fonti e notizie, quotidianamente titolano, scrivono, anticipano cose che poi si rivelano FALSE o profondamente inesatte, incuranti dei danni che fanno all’opinione pubblica oltre che alla verità delle cose.

Si, quelli chiamano giornalisti perché ‘senza una redazione e una testata non sei un vero giornalista’. E infatti lo vedi sempre. E tutti a credere. Resto sempre dell’idea che non sia il luogo dove operi che faccia di te qualcuno o qualcosa, ma come lavori. Resto sempre dell’idea che l’informazione in Italia sia un grossissimo problema e consiglio a tutti, umilmente, di verificare sempre le notizie che leggete. Le testate e le loro proprietà editoriali. Gli interessi in gioco di questo o quell’editore o giornalista. Molto spesso sono bugie, bufale e notizie scritte per farvi credere, pensare o votare qualcosa o qualcuno, per annientare avversari o per supportare amici. Un po’ di tempo e curiosità e scoprirete tante cose interessanti 😉

Il ruolo dell'informazione

Qualche settimana fa è salito alla ribalta della cronaca un avvocato, Giacinto Canzona, legale della donna che avrebbe perso un figlio in seguito al naufragio della Concordia. Read More