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Succede che hai un dolore alla schiena. Succede che ti prendi un Oki senza pensarci.

Succede che dopo qualche ora, in metro, stazione Garibaldi, ti si gonfi la faccia e non hai più voce. Non capisci inizialmente perchè. Avevi un appuntamento a Piola per un piano social. Chiami il cliente e spieghi che non ce la fai.

Inizi ad avere un po’ di dolore al petto. Pensi e ripensi se andare al Pronto soccorso, sembrare fuoriluogo, o andartene a casa e aspettare che passi. Capisci cosa sta succedendo, memore di un’altra brutta esperienza.

Decidi, cerchi su google maps e quella decisione si rivela azzeccata.

Arrivi e una infermiera non italiana capisce il tuo stato, si chiama Sophienne, e ti fa saltare la fila. La faccia continua a gonfiarsi. Antistaminico e cortisone. Puntura. Flebo. Ancora flebo. Molto stavolta.

Ora va meglio.

Non so ancora se mi dimetteranno stasera ma sembra stia andando bene. La faccia ched’era un misto tra Serena Grandi e Eva Grimaldi sembra sgonfiarsi.

Grazie davvero allo staff di questo pronto soccorso.

Grazie a chi mi è stato vicino qui.

Per una leggerezza e un’indecisione stavo rischiando, credo, davvero grosso. Per una intuizione che sembrava banale – andare al Pronto soccorso e non tornarmene a casa – mi son forse salvato la vita. Il finale avverso non potrò mai conoscerlo ma… Com’è strana la vita!

È una lezione (e una esperienza) che volevo condividere, anche per rassicurare chi mi ha scritto.

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