Sole e mare non bastano più

Questo è uno di quei ponti dove si perde la cognizione del tempo. Sembrerebbe lunedì invece è venerdì e comincia un nuovo weekend agganciato alla festa di Ognissanti. Dovrebbe essere inverno ma stasera c’è un sole che fa pensare alla fine dell’estate. Esci di casa bardato per timore del raffreddore e poi capisci che può bastare una camicia. Il freddo di qualche giorno fa è già ricordo, bentornata estate.

La lezione di teatro di ieri è stata rimandata, e c’è poca voglia di fare qualcosa. Il riposo del primo novembre, dopo la doppia serata in consolle del 31, ha avuto l’effetto di moltiplicare la fatica e la stanchezza. Meno fai, più ti stanchi. Stasera vagavo alla ricerca di un posto dove star tranquillo con me stesso, scrivere e pensare. L’ho trovato di fronte al mare, al Poetto. Riassettare i pensieri, si dice. Far rifiorire idee e gestire alcune cose per le quali non sono contento. Domani andrò in cimitero per la commemorazione.

Il movimento degli ultimi tempi mi ha tolto il piacere di fermarmi e godermi la città, di star fermo a Cagliari: voglio sempre partire. Mi sento sempre più estraneo. Ho l’ansia di pensare a nuove destinazioni e cose da vedere. Sta diventando una malattia che purtroppo va commisurata con il mio esile portafogli. Portogallo? Est Europa? Africa? Le idee non mancano, i soldi si.

Vorrei, ma non posso. Mamma è in attesa di una chiamata dall’ospedale per un intervento e quindi provvisoriamente non posso fare nessun biglietto. Metteteci qualche preoccupazione per il fatto che entri all’ospedale e abbia già inanellato discorsi da post-mortem, ed il resto è fatto.

Tra qualche giorno finalmente avremo in mano il sito “Sciradì” su cui stiamo lavorando da oltre un mese. Sarà un web magazine dedicato ai giovani di Cagliari e della Sardegna, fatto da giovani: parte con i nostri piccoli sforzi, con l’amico Francesco di Didaxa che ha messo a disposizione i suoi mezzi. Un modo come un altro per contribuire alla crescita dei nostri giovani, a diffondere buone informazioni e storie, a collegare persone e dare un po’ di fiducia.

Difficile farlo, contro colossi dell’informazione, ma ci proveremo. Anche perché i giovani scappano: non passa giorno che non sappia di qualche amico o conoscente che ha preso le valigie ed è partito. Una ricerca dell’università di Sassari ha stimato il rischio che nel 2050 con questo trend la nostra isola perderà un terzo degli abitanti.

Si nasce di meno, si muore di più e soprattutto si scappa senza tanti rimorsi.

Forse il sole e il mare non bastano più a trattenerci.

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