La passione da dj e i giovani dj

Ricevo spessissimo mail di giovani che si avvicinano alla passione del fare il dj. Già il fatto che mi scrivano in tanti e possa essere a loro disposizione, un punto di riferimento, mi fa un grande effetto e mi regala una profonda soddisfazione. La stessa soddisfazione quando ho visto crescere e andare per la loro strada ragazzi che hanno iniziato dal nulla affiancandomi come “spalle” (che brutto termine) in consolle, senza per fortuna ereditare i miei difetti. So di essere uno fortunato ad aver intrapreso, da un bel po’ di tempo, una professione che piace a tanti, raccoglie ammirazioni e naturali invidie e antipatie.

Ci sono tanti bravissimi dj giovani in giro e organizzare eventi come “mixendi” di un anno fa, oppure coinvolgerli in qualche serata mi sembra doveroso. Ma non tutti si dimostrano all’altezza delle aspettative: spesso incrocio ragazzini che, consolle davanti, mostrano una supponenza unica, pensando che un po’ di conoscenza musicale e qualche serata possano fare già un titolo da dj. Facebook e qualche pr interessato ai loro rientri fanno il resto per montarli a dovere.

Poi ci sono quelli realmente appassionati che mi guardano mentre mixo, chiedono, si informano, non hanno problemi a raccontarti la loro passione. È bellissimo e se posso faccio qualcosa per loro, un consiglio, una dritta, un’indicazione, una chiamata.

Non tutti diventeranno dj, la consolle vera è per pochi che avranno coraggio e capacità, ma anche un briciolo di fortuna (quella che serve sempre), che sentiranno di far emergere quel fuoco che non dura una stagione e una moda.

Non basta un sogno per diventare chi si vuole. Spesso bisogna aver l’umiltà di dire che non è la propria strada. Anche io avrei voluto fare il calciatore, ma ho capito ben presto che non ero abbastanza bravo e non me la son presa con tecnici che non mi capivano, complotti o altri più fortunati di me. Ecco, tanti che non riescono più che chiedersi il perché danno la colpa in giro, al sistema, ai colleghi. Che ci sia gente più brava magari?

Cosa ci vuole per diventare dj? Prima di tutto, sopra ogni qualità tecnica, una grandissima umiltà e disponibilità. Qualche volta mangiarti la lingua, altre mandare affanculo qualcuno e perdere qualche collaborazione per difendere le proprie idee (ma questo ve lo sconsiglio!).
Prima che pensare al vostro ego, all’attrezzatura migliore sul mercato, al book fotografico, alla pagina fans, al curriculum, chiedetevi se davvero è quello che volete fare, perché non sarà una strada facile (se vi raccontassi…) e far divertire la gente non è cosa per tutti. Se avete la possibilità di avere un mentore, qualcuno che vi consigli, non perdetela. Come faccio io – lo ammetto – quando ho l’onore di mixare con colleghi e amici più esperti, senza vergogna di osservare chi sicuramente ha qualcosa da insegnarmi e il tempo che hanno passato più di me davanti a un mixer lo dimostra.

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