L’ultimo giorno arriva per ogni bella cosa, compresi i viaggi.

Una giornata stancante, senza sosta, che termina (o continua, dipende dai punti di vista) all’aeroporto di Birmingham da dove vi scrivo.

Oggi, anzi ieri, è stata la volta di Notthingam, un’altra città inglese famosa, lo sapete più di me, per Robin Hood. Un’altra gita in questa Inghilterra che sto pian piano conoscendo fuori dai confini della classica metropoli londinese.

Il programma prevedeva al rientro una serata nonstop in discoteca fino alla mia partenza (roba da pazzi) al celebre locale Gatecrasher di Birmingam, una megadiscoteca di quelle con la emme maiuscola pare sessantesima al mondo nella classifica di dj Mag, importante e autorevole rivista del settore dj/discoclub.

Doccia, pizza comprata da tesco (catena di supermercati) poi cotta a casa e via. Fila veloce, giusto qualche minuto, organizzazione e cordialità all’ingresso (appena hanno saputo che fossimo italiani grandi complimenti per l’eleganza) e un prezzo irrisorio, 6 pound (2,5 a drink). Pagamento, scontrino e ancora fila ordinata, come se si entrasse al cinema. Basta poco per fare un paragone con Cagliari. Il cliente qui è oro, lo devi far tornare.

Tre orette sono andate via velocemente con un po’ di movimento, suono e tanti sorrisi. È vero che ho perso i miei occhiali bianchi lasciati a una tipa gentile ma stronza e mai più rivisti, è vero che ha tentato di catturarmi una balena del mare di Barents, che mi vedeva all’angolo della pista (ogni tanto ho la paranoia del dj) ma ne è valsa la pena.

Entrare al Gatecrasher è aprire la porta del mondo del clubbing inglese: musica e djset eclettici, luci e impianti che lavorano a perfezione, varie sale e zone dove ballare o rilassarsi o bersi il drink. La concezione di come dev’essere fatta una discoteca.

Sono riuscito ad ascoltare dubstep, drum’n’bass, hiphop, rap, r’n’b, rock, pop, glitch pop e elettronica, miscelate con molta fantasia e creatività dai dj che passavano con naturalezza dai ritmi più veloci a quelli più lenti senza paura di fare tagli. Apriti cielo: lasciate che i dj sfoghino la loro creatività! Robe così farebbero sicuramente storcere il naso a tanti p.r. e dj che conosco, ma…inutile parlarne. Questo è un altro mondo, un’altra mentalità. Questa è la scuola del clubbling.
Così in una sala si passava dal rock, al drum’n’bass alla dubstep, nell’altra c’era una selezione improntata sulla blackmusic. Età differente, abbigliamento misto.

Alle 3.30 fischio finale, obbligatorio. Fine della musica, fine della serata, si accendo le luci. Giusto un salto a un vicino fast food che irradia odore di fritto e gasolina di daddy yankee. La gente consuma a cascioni. Una tipa inglese balla scalza. Ai tavoli mangiano l’impossibile: pollo, patate, hamburger, kebab. Fuori una fila di taxi attende i clienti e c’è tanta polizia a controllare. Torniamo nel freddo, tempo di rientrare a casa, chiudere la valigia, ricaricare il cellulare per il viaggio fino al 47 per cento, salutare gli amici ed aspettare il mio taxi che in meno di mezz’ora mi porta all’aeroporto.

Al controllo bloccano la mia borsa: mi ero dimenticato dentifricio e gel dentro. Spendo i miei ultimi pound tra colazione (acqua, croissant al cioccolato e spremuta) e qualche regalo, aspettando l’apertura del gate. Si accende l’indicazione: Bergamo, go to gate 1-20. Vado velocemente perché non conosco la distanza, mi cade la sciarpa, una bella ragazza me la raccoglie gridandomi sciarpa in inglese. Al terzo tentativo capisco, la prendo e ingrazio.

Al gate 1 sono tutti schierati: sullo schermo c’è scritto Bergamo, giallo su campo blu. Un ragazzo napoletano inserisce il bagaglio nel controllo dimensioni e non riesce più a toglierlo: inizia a smadonnare. Rompe qualcosa. Lo aiuto. Poi tocca a me: perfetto! Faccio il figo per 10 secondi per questa vittoria e mi metto in fila. Ricomincia l’attesa. Poi ancora attesa prima di andare in aereo. Cagliaritani zero, ma personaggi curiosi ce ne sono. Due ragazza del look eccentrico, una con i rasta con una rasatura laterale alla Skrillex, l’altra con i capelli gialli e due ossa come ordinamento (mi ricorda Cindy Lauper). Hanno una frase nella felpa, Spectrum, ma non capisco cosa facciano.

Cerco di finire il post prima di salire in aereo, ma aggiungo qualcosa appena trovo posto. Vorrei inviarlo ma la wifi dell’aeroporto (libera e gratuita) non prende più. Provo ancora. Scusate se ci sono come sempre errori ma andare di fretta e sbagliare è il mio sport preferito.

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