Ancora poche ore e l’estate – quella mentale e non calendaristica – praticamente finirà.

È il 30 agosto, sono le 5, sono di rientro dall’ennesima serata in un locale. Immancabile colazione con un amico dj e rientro a casa, musica e aria che entra dai finestrini, a sentire la notte accarezzarti la pelle.

Oramai non conto più le albe che ho visto. Tante, troppe. Per poi risvegliarmi poche ore dopo, come oggi.

Ogni rientro è stato allungato da qualche riflessione lasciata sul pc, da qualche riga di un libro, da un po’ di musica, da chiacchierate infinite con l’amica o l’amico del giorno.

Qualcuno mi chiede se dormo mai. Rispondo: poco, per la verità. Dormo davvero poco. Vivo tanto e intensamente. Sarò forse fuorimoda, ma dormire e mangiare in eccesso le reputo due inutili attività che tolgono tempo alla vita.

La notte per me è l’espressione di ognuno, il proprio libro dei sogni, il momento di massima bellezza e capacità.

Da piccolo temevo la notte, le sue grinfie, i suoi silenzi. I rumori li studiavo per cercare di dar loro un volto che fosse familiare.

Ora la amo, è la mia fedele amica e consigliera, racchiude la magia di una vita. I suoi silenzi ti sussurrano, i suoi incontri ti cambiano.

Nella notte nascono pensieri, fantasie, profonde discussioni e stupidate, lanci nel buio e promesse, amicizie e amori, anche fugaci… la gente ti appare in una veste diversa, forse più vera che durante il giorno.

O forse il contrario, chissà.

E io come uno stupido a crederci…

Sono un animale della notte, lo ammetto. Non solo perché faccio il dj, ma anche perché riesco a concentrarmi e creare qualcosa in questi momenti. La notte è vita, è creatività.

Durante la notte ti senti di fare tutto: scrivi, leggi ma soprattutto pensi e immagino. Vivi.

Quante notti per me sono state così. Non chiedetemi il perché. Lo sento e basta. Non potrei mai vivere solo di giorno e col sonno escludermi la notte e il suo quotidiano incantesimo. Così la aspetto e mi butto tra sue braccia.

Intanto finisce un’estate. Con una punta di tristezza perché si ricomincia la quotidianità di impegni, relazioni e anche problemi. Tutto sparisce, tutto cambia.

Non vorrei mai che finisse, ma l’inizio di un periodo meraviglioso come l’autunno e il mese di settembre, addolcisce l’addio alla bella stagione, anzi l’arrivederci.

Settembre: il caldo che scivola via, le spiagge si svuotano, si ritorna e ci si racconta. Nuovi progetti, sfide, amicizie e magari amori. Settembre è la ripartenza, le promesse e i propositi, il mondo che riappare, le novità, i pochi ombrelloni, i maglioncini sul collo e il mare come non l’hai mai visto.

Adoro settembre e i suoi profumi. La terra bagnata. I ricordi dell’estate racchiusi nelle foto. Le nuove stagioni calcistiche. Le castagne. Le feste paesane. Quante cose rappresenta settembre, se ci pensate bene… perché criticare questo bellissimo mese?

È difficile tornare alla quotidianità, ma ci proveremo.

Con l’immancabile cassetto di ricordi di tre mesi bellissimi che però diventeranno a breve non più sorriso ma ricordo nostalgico.

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