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E da Tallin non te la fai un salto a Helsinki? Giuseppe Marcialis suggerisce l’ennesima avventura e allora è un attimo fare il higlietto per una nave Viking Line, chiamarlo traghetto è offensivo, e farsi due ore e mezzo nello scuro Mar Baltico.
Dimentico le vergognose carrette del mare italiche, la nave è un portento: saloni, lounge bar, zone bimbi, pulizia e cura. Un viaggio perfetto – qualcuno ha preso pure la cabina – e la capitale finlandese si svela fai primi isolotti. Io sorrido, un’altra bandierina, il posto più a nord dove son stato. E Helsinki si rivela gran sorpresa. “Non c’è niente”, “solo freddo” mi avevano detto. “È bruttina”, avevano rincarato altri. Niente di più sbagliato. Helsinki è una piccola gemma tutta da scoprire e basta immergersi nella quotidiana ordinata e silenziosa di questo popolo misterioso di pelle chiarissima per coglierne il senso.
Poche ore di luce, il sole è optional come gli alzacristalli sulle vecchie panda, il mio tour de force prevede pero’ un giro di esplorazione veloce che tocchi almeno i punti più importanti e si prenda il tempo per fermarsi, lavorare e pensare in qualche caffè per caso.
Il mercato, prima tappa. Capita sul tragitto ed è impossibile non passarci visto che sta proprio vicino alle partenze dei traghetti per le isole. Dopo aver passeggiato tra le sue corsie e ammirato ogni bontà (salmone, cervo, aringhe, carne o chips di renna e via dicendo) mi godo una zuppa e con un pezzo di pane di segale sormontato da salmone, granchio o gamberetti, in uno dei tanti baretti. Prezzi alti, e questo sarà la costante di Helsinki! Fuori nell’area esterna, il Kauppatori, tanti banchetti con frutta, verdura, pesce fresco e piatti pronti tutti in stile nordico. Ma davvero la loro cucina fa così schifo? Solite idiozie!
A due passi, ma sono dieci minuti, la Cattedrale luterana e piazza del Senato, uno spazio armonioso e il bianco della chiesa quasi accieca i tanti turisti che affollano la zona. Salendo le sce ci si sente Rocky di terz’ordine ma merita: si gode una bella vista verso il fronte del porto!
Un salto alla Chiesa nella roccia dove di mezzo c’è un motivo musicale. È la chiesa che non ti aspetti nella città che non ti aspetti, appartata rispetto al centro, è scavata nella roccia tanto da non essere visibile all’esterno. Dentro, i contrasti la rendono diversa dalle altre, un rifugio riadattato, una enclave, tanto da essere una delle attrazioni più visitate. Sembra più una costruzione avveniristica che un luogo di culto. Il silenzio regna sovrano e l’atmosfera è intima, grazie anche al tanto legno.
Poi c’è Uspensi, Cattedrale ortodossa che domina questa parte di città e che può valere uno stop. Dopo aver visitato la cattedrale, passo a Katajanokka, quartiere residenziale con bei palazzi e scorci sul mare. Le luci di Natale disegnano geometrie di regali, renne, stelle. Lo shopping riunisce i finlandesi in un grande rito collettivo.
Raggiungo Kallio, il quartiere dei bar, che in questa zona si susseguono l’un l’altro senza praticamente soluzione di continuità. Potete andarci dopo cena, quando si riempiono e al loro interno scorrono fiumi di birra. Io ci passo prima, fedele al mio andar contro.
Il freddo pungente, siamo a meno tre, mi sfida. Le mani gelano, ogni punto scoperto punge e il cuore comincia a battere. Cerco un bar ma trovo una sfilza di locali esclusivi dove probabile che mi prendano per terrorista. Appena leggo Gallery mi sento rilassato. Ho bisogno di una pausa, subito!
(Continua)