È strano ma tante persone come me che per anni si sono interessate di politica o hanno studiato o arrivano da tante esperienze lavorative, non proprio ragazzini e non proprio ultimi arrivati, sono quantomai confuse su chi votare.

Monti, Bersani, Berlusconi, Grillo, la Meloni, Giannino, Vendola, Fini, Casini. Tutto e il contrario di tutto. Confusione massima. Accade anche a voi questo?

Guardo con un po’ di invidia i tanti orgogliosi e convintissimi su chi sostenere, con le idee chiare, con il loro partito da difendere, con il bagaglio di certezze e che spesso definiscono quelli come me ignavi, sfascisti o incoscienti. Che dire? Beati loro.

Io ho memoria, non mi accontento più, non mi turo più il naso e non accetto il meno peggio dalla politica. Io guardo ovunque con interesse e critica e vedo poco da salvare. Ma andrò a votare, questo è ovvio,

Ieri l’evento del giorno era Grillo a Cagliari, quasi fosse un concerto rock o una serata: non si spiega come gente totalmente disinteressata alla politica si sia mossa. Pare abbia richiamato migliaia di persone come non si vedeva da tempo: appassionate di politica o attirate dall’idea di uno spettacolo di un comico dal vivo? Chi lo sa.

La comicità avvicina, ma anche la protesta ha un grande formidabile collante e mette insieme persone che fino a ieri avevano uno spocchioso disinteresse per ciò che accadeva perfino in casa del vicino, figuriamoci per la gggggente e ora li vedi convinti politicanti. Mah…..

La vera politica non è ora, in un momento in cui tutti, ma proprio tutti indossano la magliettina, sventolano la bandiera e fanno gli ultras con trombetta e campanaccio (quanto vi piace cari italioti).

Non è ora che i partii e gli onorevoli promettono, pagano viaggi, cene, vi assicurano il posticino di lavoro, e vi mettete tutti dentro inguardabili abiti da parlamentare o scrivete discorsi politically correct per essere applauditi da qualche pensionato sbadigliante o politichetto in platea.

Non è questo il momento in cui la politica si ricorda della sua funzione nobile e alta: l’interesse collettivo e pubblico, lo sporcarsi le mani, il sapersi dividere su come risolvere un problema ma riunirsi su alcuni grandi valori fondanti e regole, la meritocrazia, i diritti e l’onestà (questo è un briciolo della mia idea di politica).

Non è ora il momento di interessarsi (strano, eh!) degli altri, parlare di idee e di ideologia, rispondere al telefono, creare associazioni, leggere qualche libro e imparare a memoria un programma e dimostrarsi preparati.

La politica (e lo sanno bene quello che fanno militanza politica da tempi non sospetti, a destra o sinistra non importa) è quando la campagna elettorale finisce, si spengono le piazze e i teatrini dei sogni, quando ricomincia tutto, nelle scelte quotidiane, nell’aiutare altri, nel tenere la tua porta aperta, nel come parcheggi la tua auto, nei tuoi acquisti e nei posti che frequenti, negli abiti che indossi e in ciò che leggi.

C’è la sensazione che tutto questo immenso dibattito, questa corrida, questa guerra (vi assicuro che dall’estero la sensazione è questa) sia inutile e dannosa, finché non arrivi una rivoluzione. Sì, rivoluzione. Meglio la nostra piccola rivoluzione: investire su di noi e sui nostri cari o anche sulle persone che ne hanno bisogno.

Caro Tixi, allora, perché non ti schieri, iscrivi in un partito? Perché non scendi in campo e ci dici come risolvere le cose? Perché viaggi? Perché scrivi? Perché leggi? Perché pensi? Perché polemizzi?

Cerco di muovere quelli come me, creare dubbio, domanda, dialettica, risvegliare e provocare quelli come me che non benpensano (grazie Frankie) e non si accontentano.
Sto semplicemente colmando anni di personale vergognosa ignoranza e di pigrizia mentale che mi hanno allontanato dal cammino delle mie verità.

Vedevo solo una parte, un punto di vista, ragione e torto, bianco o nero, un partito, una chiesa, un modello. Le mode e gli umori, i giornali inutili, le tv commerciali, le vetrine dei negozi, la ricerca del successo, io e te, noi e voi. Non vedevo la globalità delle cose, l’essenza, il tutto, l’armonia e l’equilibrio, ma solo il guscio e la scatola.

Non so se ci riuscirò, cado spesso, eccedo, sbaglio, ma ci provo. Sono disorientato, trovo qualcosa poi mi delude. Allora ricerca sempre qualcosa oltre, come la politica. Piccole rivoluzioni personali che mi permettano di vivere.

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