Svegliato da un silenzio irreale di un 14 agosto norvegese. Una doccia veloce, riordino le mie cose, esco e faccio i conti con l’aria frizzante del mattino. Tutto è fermo, beatamente fermo. I monti, il mare, il mondo.
Giusto in lontananza dei lavori. Cento metri, mi avvicino al caseggiato della hall: mi attende una signora di mezza età, risparmia sorrisi. Restituisco le chiavi. Colazione non compresa. Mi organizzo al bar un caffè nero bollente e un muffin. Niente cappuccino. Al caffè aggiungo due vaschettine di latte giusto per farlo apparire meno strano. 61 corone, 7 euro. Non sa di nulla. Frastimo. Però almeno il panorama merita e la sensazione di serenità di questo luogo addolcisce questa tazza insulsa. Tra poco parto, direzione Bergen.

Falso allarme: incidente in galleria, corse ridotte. Mi toccherà aspettare fino alle 13,30.
Intanto sono arrivati i primi traghetti, i camper e le auto e la piccola Gudvangen si è rianimata. Quanta attesa!

Ne ho approfittato per scrivere, meditare e conoscere un gruppo di escursionisti italiani e norvegesi con cui ci siam scambiati informazioni. Esiste una bella solidarietà tra viaggiatori! La mattina è passata chiacchierando e sgranocchiando qualcosa che mi han offerto.

Le mie mani si son raffreddate e non poco, doppio maglione e pazienza. Da mezz’ora è spuntato pure un bel sole. L’autobus accende i motori! Prima tappa Voss, poi Bergen.

Voss, stazione. Un bel sole caratterizza questo 14 in questo delizioso paesino in riva al lago, tappa prima di Bergen. Il tempo è migliorato, ma tengo maglione, felpa e giubbotto. Nella hall magia: doppie prese per ricaricare. I trasferimenti minano alle batterie del cellulare. Il mio treno è alle 13,37. Il binario si affolla: tanta tanta gente. Anticipazione del delirio turistico che troverò a Bergen. Bisognerà inventarsi un posto per star tranquilli, senza pensare alla notte con un grosso punto interrogativo.

Bergen, un amore a prima vista! Si cambia decisamente ritmo e, complice la giornata di sole, un sorriso non può che scappare. Dimenticata la quiete e la calma di qualche ora fa ci si immerge nella frivolezza di questa bella città universitaria. E proprio gli universitari sono i protagonisti in centro. Gruppi abbigliati in modo diverso si sfidano a suon di cori… Che sarà mai?
Se non lo leggessi neanche saprei che domani è ferragosto e dalle mie parti ci si prepara con ansia a una sera che sembra capodanno. La vita scorre tranquilla in questa città magnificamente adagiata lungo il Byfjorden. Mi godo il celebre quartiere di Bryggen, quello delle caratteristiche casette di legno sul mare, poi salgo nel punto più alto, ascoltando sirene di navi in mare e godendomi la brezza di questo 14 agosto.

Credevo piovesse, credevo facesse freddo e invece si sta moderatamente bene (ma la maglietta è da evitare). Per arrivarci mi son inerpicato nelle strette e ripide viuzze sopra il Bryggen. Ho lasciato i turisti camminare rumorosi sul lungoporto mentre qui arrivano solo i più audaci. La sera scorre veloce ma non ci sarà notte: resterà il crepuscolo, modo per godersi ancora di più questo strano ferragostixi.

Finalmente ho scoperto perché vedo gruppi di studenti in giro vestiti con magliette uguali L’ultima settimana prima dell’inizio semestre c’è la possibilità per i nuovi di girare in gruppi travestiti in modo originale, bere a profusione, cantare e ballare fino a tarda notte… Immaginate quindi che accade per le vie di Bergen.

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