Afferragostixi

Questa nota è stata scritta in due momenti: pomeriggio del 14 e risveglio del 15

Qui casa Tixi, ore 14.33 del 14 agosto 2012. Preparazione fisica e mentale per la serata di Ferragosto che comincerà dal pomeriggio, al Malibù , chiosco alla quarta fermata del Poetto, per poi continuare allo Smaila’s di Villasimius, più tardi, dalla mezzanotte.

Il ferragosto è nell’aria: festa comandata, annunciata da decine di migliaia di inviti a serata che promettono il tutto esaurito e l’evento del secolo, nella peggior stagione di sempre per il mondo dei locali.

Al Malibù ne approfittiamo per vivacizzare la tappa regionale del beach soccer. Gustoso episodio che racconta la mentalità locale: mentre è quasi impossibile sperare che i cagliaritani di pomeriggio si alzino dai tavoli e si mettano a ballare (peraltro senza essersi sballati un po’ con alcool e sostanze varie) una bella cricca di turisti ondeggia davanti a me e Venc senza mettersi problemi.

“Oddio che diranno vedendoci ballare di pomeriggio alla quarta?”, penserebbero le nostre pulzelle. Senza pensare a quei cagliaritonti che ballano solo se sentono la canzone giusta e se scocca l’una di notte. Invece i turisti si muovono senza impegni e senza problemi tra reggaeton, house e revival. Differenze di mentalità. Siamo sempre i soliti. Complessati.

Si potrebbe fare molto di più dalle nostre parti, ma non è un problema solo di politica e di imprenditori. È un problema di gente che ha una serie di sovrastrutture mentali clamorose. Io voglio continuare a pensare sempre un po’ più easy anche a costo, come è accaduto spesso, di far storcere il naso di qualche amico bacchettone, anche a costo di rischiare un po’ di credibilità, come lo stesso amico bacchettone mi ha suggerito puntualmente, lui che non si sbottona mai, che non rischia mai, che sa sempre in cosa credere. Beato!

Ferragosto è comunque il “per forza”. Migliaia di persone che devono fare qualcosa, devono per forza divertirsi, per forza mangiare, per forza brindare, per non sentirsi da meno. I più giovani ci deliziano con i tradizionali racconti del giorno dopo ricchi di sfumature di adolescenza: ci ho bevuto o fumato todo, ho incendiato la villa del vicino, troppu togu ho distrutto la macchina di papà, ho  messo incinta mia sorella, ci ho vomitato l’anima, ferragosto fiammante, ferragosto devasto, ferragosto in after, ferragosto sbam…Qualcuno forse è pure morto e resuscitato in una notte.

Forse facebook ha amplificato tutto, accadeva questo anche prima. O forse non esistono più i ferragosto di una volta. Oggi è gara a chi fa il ferragosto migliore e lo racconta. I vip a Carloforte, insieme ad Alghero meta preferita della nobiltà dello slippino e del drink in mano, gli sfigati e i nenni in qualche spiaggia con la tenda, scatolette e l’odore delle ascelle.

Come per capodanno, come per Pasqua, centri commerciali presi d’assalto, scene da giorno prima del passaggio di un uragano. Comitive di giovani schiavi dell’alcool. Ci mancano solo gli auguri e i regali e sembra davvero Natale. Anzi, gli auguri si fanno pure. Quando il ritrovo in viale?

Eppure è un modo ulteriore per festeggiare e stare assieme e per liberarsi dai pensieri e dalle noie. Così come è stato. Se l’anno scorso il mio ferragosto era a Berlino, ieri era allo Smaila’s di Villasimius, per la tradizionale festa del 14. Una bella serata, un piacevole incontro con amici di consolle come Fabrizio Mereu e Cesare Monni: bellissimo lavorare con gente così. Oltre all’esperienza che hanno, si parla di decenni di notte, la cordialità non manca. Una battuta, uno sguardo d’intesa e capiamo quale disco mettere e quando metterlo. Sintesi perfetta. Ti senti davvero a casa e passa in secondo piano l’impianto che ogni tanto funziona (strano?) quello che si lamenta e le solite disgrazie del nostro mondo-disco.

Una bella serata, nulla di eccezionale ma divertente, mi dice Fabrizio “la migliore di questa stagione al locale”. Poi comincia il secondo tempo: ti godi il rientro all’alba, guidando piano mentre la mia amica Emi, compagna di questa trasferta, cerca di dormire per non sentire le curve, luci d’auto luna e stelle a illuminare la provinciale, primi bagliori a est, villaggi che sembrano costellazioni. Io sto attento alle curve ma non posso non fare caso alla tremenda bellezza di ogni viaggio di ritorno da Villasimius.

Piccole emozioni che ogni volta si ripetono: malinconie del primissimo mattino e dei profumi della provinciale, quando la mente vola via e la strada sembra infinita… Felicità in piccoli assaggi, briciole di vita: l’alba, il primo cappuccino, il sorriso del barista di Quartu che ti augura buona giornata e buon ferragosto, la musica di Fresu in auto a solleticarti l’anima nel profondo, il profumo di donna che ti resta addosso, le prime luci della città, il mare calmo di primo mattino, un viaggio che si avvicina, destinazione Spagna.

Mi godo questo quindici senza stress nel silenzio della città, lontano dal caos delle spiagge. Stanotte riparto per Villasimius, festa privata in un condominio. Niente Smaila’s: diversificare è il mio credo, così come vivere alternando ironia a riflessioni più profonde, come vengono.

Buon ferragosto a tutti

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