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Per una volta

Oggi sicuramente la frase che si dirà sarà “ci sono cose più importanti del basket in Sardegna”.

Certo. Ce ne sono eccome. La Sardegna soffre, la Sardegna ha problemi, la Sardegna ha bisogno di sentirsi terra in altri contesti. Chi lo nega.

Facciamo un patto? Gioiamo a tempo. Ventiquattr’ore per sorridere senza farci nessun pistolotto. Senza tirar dentro la politica, l’identità o altro. Senza dar spazio alle strumentalizzazioni. Senza dire che lo scudetto del calcio vale più di quello del basket, senza Cagliari o Sassari. Lo dico sempre. Gli eccessi servono alla vita. Anche le irrazionalità. Staccare aiuta, ne son consapevole e spesso in passato non me ne accorgevo, sbagliando. Mi son sentito idiota.

Premetto che ognuno fa, pensa e dice quel che vuole, che la vita è sua (e se non mi interessa non lo seguo e basta) ma quando gli eccessi e le storture, quando il “non pensare a nulla”, quando l’inutile supera l’importante, allora là io non sono d’accordo.

Ma staccare non fa mai male. Poco ma serve. Ecco la differenza.

10 spunti per la vita

10 spunti di riflessione per migliorare la qualità esistenziale della propria vita, per ampliare i confini di ristretti modelli di vita e coltivare la meraviglia e la gioia di vivere.  Read More

Mentalità vincente

Per riuscire a dare alla squadra una mentalità vincente, bisogna creare un gruppo.
Il gruppo parte da un concetto fondamentale: NOI. Non è automatico, non è facile, non è semplice arrivarci. Read More

Anche questo è sport

Qualunque esso sia, dal calcio al pattinaggio, dall’atletica allo sci, sport è sempre sinonimo di impegno, passione e speranza.

Un vero giocatore deve possedere qualità non comuni: un equilibrio tra decisione, perseveranza, fiducia in se stessi e consapevolezza dei propri limiti. Read More

Appena prima di partire, riflessioni di fine anno

Come ogni fine anno giunge il momento di un piccolo bilancio, delle riflessioni, dei commenti su questo 2008.

Un anno vissuto con soddisfazioni, traguardi raggiunti, gioie e dolori, errori e grandi gesti.

Spesso ci si chiede se possa esistere un anno bellissimo e perfetto. Io penso di no: esiste sempre qualcosa che va bene e qualche altra che non gira per il verso giusto. Bisogna mettere in cascina la prima, come fosse fieno per i periodi di magra che un agricoltore custodisce con dovizia e far tesoro delle lezioni delle cose andate male.
Un anno attraversato dalle mie mille attività, ringraziando fin da ora chi, da spettatore o da protagonista, è entrato nei miei piccoli e intensi mondi: politico, calcistico, discotecaro, editoriale o affettivo. Non mi va di elencare tutto ciò che è accaduto, se ripercorrete le pagine del mio space potrete trovare ampie documentazioni.

Mi basta scrivere che dentro me, nella mia vita, è proseguito, pur con qualche frenata, il lento progetto di “rinascita” che è iniziato dal mio viaggio in Irlanda, terra a cui (purtroppo) sono sempre molto legato e in cui, non ve lo nego, vorrei tornare.Una rinascita doverosa per un ragazzo alla prima tappa della sua vita.

È stato un anno riflessivo, in cui ho tentato di mettere a frutto i tanti insegnamenti che libri di filosofia ed esperienze ti danno. È stato un anno di grandi scommesse vinte e di altre purtroppo mancate, ma ci stava. E anche se c’è davvero tanto da fare per migliorarsi, non a caso il mio motto è “il meglio deve ancora venire“, la strada è quella giusta, penso, stando attenti agli irrimediabili passi falsi e alle soste forzate, dalle quali però impariamo più di ogni vittoria.

Buon anno quindi a voi, agli amici e alle amiche di sempre, che ci sono sempre.

Altri e altre, nuovi, son stati una gran bella rivelazione, e anche loro ci sono e spero ci saranno in futuro.

Altri ci sono pure e ti aiutano a migliorare, anche solo con un consiglio.

Altri a volte ci sono, a volte no, o si avvicinano solo per la tua porzione di popolarità e null’altro, o solo quando ci sono le elezioni (mi preparo…) e le serate in discoteca per avere le liste omaggio.

Accade anche questo, permettete di dirmelo con innata tristezza.

Buon anno ai miei cari, ai miei dirigenti e giocatori, vecchi e nuovi, e agli avversari sul campo e fuori, ai colleghi consiglieri in circoscrizione con cui discuto e litigo, ai miei collaboratori in disco in prima e seconda serata (Zodiacov, G-Class, Allstarteam e X-Tend), agli amici dell’estate in trentino a San Valentino, ai miei contatti internet, ai colleghi dj, ai tanti amici e alle amiche che affollano le mie serate in disco ballando in pista al ritmo della mia musica e non perdono occasione per ripetere con me quella strana frase, “la gente è strana…prima si odia e poi si ama”. Ai miei fedeli redattori che ora mi seguiranno nella nuova avventura su Crastulo.
Mi scusino quelli con cui sono stato irascibile, presuntuoso, indisponente, è accaduto sicuramente, ma detengo tutti i vizi dell’umanità e non me ne vergogno né li nascondo, nella speranza sempre di limitarli, perché eliminarli penso sia impossibile.
Buon anno, perché no?, ai gelosi, ai detrattori, a quelli che non perdono occasione per venirti contro. Anche questi fanno parte del gioco, mai dimenticarlo.
Così come voglio ritagliare un pensiero per chi realmente soffre, per quanti ci hanno lasciato e le loro famiglie e amicizie strette, soprattutto i giovani, in particolare Paolo, Chiara e Gianfranco, per tutti quelli che non possono avere un’occasione per sorridere e pensare positivo come noi.

Grazie a voi per quest’anno, per ogni mese, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, ogni istante in cui mi avete regolato la gioia di vivere e di fare quello che amo fare, che fosse l’allenatore, il dj, il giornalista o semplicemente l’amico.
Grazie perché “nessun uomo è un’isola” e senza di voi non potrei vivere.

Tra poco si parte, destinazione San Teodoro, dove stasera mi aspetta un ultimo dell’anno in consolle al Buddha del Mar.

Mi auguro e vi auguro un anno splendido, proficuo, ricco di momenti felici, che ci lasci qualcosa, che ci faccia crescere soprattutto dentro, maturare, arricchire. Ci apra la mente e il cuore, ci faccia incontrare persone ed occasioni costruttive. Un anno che ci lasci più consapevolezza, che ci inviti a porci tante domande e ricercare tante risposte, che ci renda più disponibili con il prossimo, meno egoisti, meno presi dalle nostre cose e dalle stupidaggini ma più alla ricerca del vero senso della vita, dell’importanza e del peso da dare ad ogni cosa e persona che incontriamo, a ogni sorriso che regaliamo, a ogni gesto positivo che offriamo, fosse anche per un minuto, del perché viviamo e del come vivere questo grandissimo dono che è la nostra vita.