Posts tagged stragi

La Rambla, dopo il sangue

Volevo condividere con voi questa piccola emozione.
Questa è la Rambla e proprio qui qualche mese fa c’è stato un gravissimo attentato che ha ferito Barcellona e la sua anima. Non mortalmente perché la vita riprende.
È bello riabbracciare Barcellona, specie dopo quello che è successo.
Un pensiero alle vittime, anche oggi

Stragi

San Pietroburgo e Stoccolma.Vi spiego, con i miei piccoli mezzi, la facilità con cui si può fare un attentato: giorni fa, di sera, vicino al Castello Sforzesco qui a Milano, una macchina è entrata nella zona pedonale. Era una renault 19 vecchio modello, guidata penso da un algerino. Mi è parso disorientato eppure era in una zona pedonale e guidava con incertezza. 

Diverse persone se ne sono accorte ma dopo qualche metro è tornato nelle strade aperte alle auto.

Eccovi un esempio con cui oggi qualsiasi PAZZO può compiere una strage. Potrei farne mille altri anche ora che sono in tram.

È impossibile prevedere e controllare tutto se un pazzo si sveglia.

Milano tra l’altro è un possibile obiettivo e quindi percepisco il rischio di muovermi, prendere la metro e il treno.

Che si dovrebbe fare? Nulla, siamo inermi. Restare a casa e non viaggiare oltre ad essere una scelta stupida, considerate poi le percentuali di possibilità di morire in un attentato rispetto ad altri modi da noi ritenuti meno rischiosi, non risolve proprio nulla.

Non esiste solo casa mia

Mi sveglio con un pensiero: la Turchia e la Russia sono più vicini di quanto pensassi.

I loro morti, le loro recenti tragedie, mi toccano tanto quanto Berlino o Parigi. Anzi, mi toccano ancora di più perchè l’est o l’altro mondo che non è occidente ha qualcosa di speciale e malgrado ci abbiano sempre insegnato che là c’è il male e il nemico, e siamo cresciuti con i paraocchi (non ce ne accorgiamo ma è così). Come sempre accade quando forzano qualcosa o quando tutti pensano in una direzione, tutto questo ha aumentato la mia curiosità e voglia di conoscere. E ha aumentato la mia empatia per gente semplice, colpita da recenti tragedie: l’aereo con a bordo il coro dell’Armata rossa che volava in Siria e la strage dei ragazzi della discoteca.
I viaggi hanno reso il mio mondo piccolo e la gente del mondo più vicina.

Scusate ma… (istruzioni per leggere i miei stati delle ultime ore)

 

Mi scuserete se a dispetto degli ultimi tempi, quando ho deciso di usare con parsimonia questo strumento che si chiama facebook, nelle ultime ore scriva tante riflessioni nel mio profilo https://www.facebook.com/nicola.montisci.tixi. Tantissime. Di tanti colori. Ironiche, provocatorie, serie.

Tutto questo è il mio pensiero del momento, anche suggestionato dal viaggio in Francia di pochi giorni fa. Ma, sia chiaro, qui NON troverete MAI nessuna verità, nessuna certezza, nessuna ragione. Solo una posizione in evoluzione. Quindici anni fa ero uno che avrebbe tifato per gli interventi militari. Poi il tempo è cambiato: il tempo, i viaggi, le amicizie, le inimicizie, le letture. Qualcuno ha apprezzato altri mi hanno dato del traditore rincoglionito. Ma si cambia.

Io sono uno che si pone mille domande, mille interrogativi. Senza pretese, malgrado dai toni sembri altro. Che prova a ragionare e comprendere cosa succede ma sa bene che è praticamente IMPOSSIBILE.
E quando lo fa, mette a disposizione il suo pensiero per chi è interessato: nessuno di voi è obbligato a leggermi, anzi, se vi sto sui coglioni, se non vi interessa, come penso, potete eliminarmi e so che qualcuno lo ha anche fatto. Forse molti hanno l’idea che un DJ (molti mi conoscono così) non possa avere un pensiero e che debba solo scrivere idiozie per paura di perdere like e simpatie (e vi assicuro che per le mie riflessioni tante amicizie sono andate perdute). Purtroppo, malgrado la mia passione per la disco e per la musica e il divertimento, NON sono quel tipo di personaggio.

Una certezza si è consolidata nel tempo: non c’è speranza con le armi. Non c’è speranza senza dialogo. Non c’è speranza quando i soldi prevaranno sulle logiche dei rapporti tra le persone e tra gli stati. Non c’è speranza nell’ignoranza. Non c’è speranza quando si parlerà di guerra, odio e scontro. Quando le religioni diventeranno strumento d’odio. Non è buonismo, è buon senso. E non è solo una questione di armi e milizie: anche di parole. Di voglia di sapere, informarsi e di provare a rispondere a quelle domande che ti fai ogni giorno, non solo ad accettare gli eventi passivamente.

E se…? (domande sull'informazione)

E se la cronaca nera fosse relegata a un articolo che mettesse un trafiletto per ogni evento senza particolari scabrosi?

Se si facessero inchieste e approfondimenti sui fatti più che buttare eventi?

Se si parlasse di più di persone che fanno qualcosa di interessante e di buone notizie che aiutassero a capire e migliorare?
Come sarebbe la gente?
Come sarebbero i nostri pensieri?
PENSATECI UN PO’ e poi ditemi se, sotto sotto, non ci sia una strategia perfetta per toglierti speranze e sogni, per farti odiare questo posto e l’altra gente.
IO NON VOGLIO ESSERE COSI’.

(Ecco perché odio certa informazione, gossip e tv, ecco perché i media hanno responsabilità importanti su quel che succede).