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Arrosti e ricordi

Il profumo di arrosti a Barceloneta mi ha fatto pensare quando, da piccolo, andavo nelle feste di paese in Sardegna. Che emozione quando suonava l'orchestra e la batteria rimbombava nel petto, che emozione quelle luci colorate e gli strumenti che se stavi attento potevi riconoscerne il suono, il giro immancabile nella giostra e le vertigini, il torrone di Tonara, poi la polvere dei parcheggi, le baracche piene di gente felice, le cassette di Benito Urgu (e non ascoltare certe barzellette piene di fueddu malusu!), i gabilli del paese con le canzoni di Vasco e le uno iniezione elettronica, la paura dei botti dei fuochi d'artificio e la stanchezza che ti prendeva a metà serata. Poi i ritorni dormendo in macchina nei sedili di dietro che ti svegliavi e come per magia vedevi le luci della città
Ricordi di una bella Sardegna.

La croce nascosta

Ieri mattina, tornando dalla mia corsa al Poetto, sul litorale di Cagliari, ho trovato tra le erbacce questa croce. Era all’altezza del parcheggio della prima fermata. Non si riusciva a leggere a chi fosse intitolata, sicuramente – ho pensato – a qualcuno che qui ha perso la vita, immagino tanto tempo fa. Mi ha fatto tenerezza, lo ammetto, vederla così, quasi dimenticata dal mondo, come se nessuno più la curasse o si ricordasse di quella persona.

La prossima volta vorrei portare un fiore o forse un sassolino perchè mentre il fiore appassisce il sasso resta sempre. 

11 ottobre

È una notte particolare, come da tre anni a questa parte.

11/10/11, se ne andava mio padre.
Una malattia troppo veloce per essere afferrata, troppo brutta per esser pronunciata e per capire cosa stesse accadendo. E oggi restano vuoti che non so riempire.

Forse cominciava per me un’altra vita, più arrabbiato e affamato di prima, accusando un destino incomprensibile. Ho messo via tutto e sono ripartito, mordendo la vita senza guardare troppo dietro perché era dolore.

La vita! Ti porta via tutto e nemmeno te ne accorgi. Non puoi far nulla. E come tante di queste notti non mi resta che guardare le stelle.

È strano poi come ci voglia un dolore per mettere in connessione le persone. Ho ricevuto tanti messaggi oggi, alcuni che non pensavo, gente che conosco bene altri un po’ meno. Tutti hanno raccontato la loro storia, si sono spogliati della loro indifferenza, hanno condiviso un ricordo.
Questo è bellissimo (e succede anche grazie ai social).
Ma la vita non si ferma.


10 ottobre

È stato più forte di me, e non ho saputo evitare di scrivere qualcosa anche ieri sera, come già feci una settimana fa circa.   Read More