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Dopo la serata in disco, pulisco io

Una delle più belle scene del Weekend è stato vedere, a fine serata venerdì scorso, 31 ottobre, da Linea Notturna, parliamo di quasi le 6 del mattino, alcuni ragazzi dello staff del locale, buste alla mano, andare nei dintorni, in particolare nella scalinata di via Pola, a raccogliere le bottiglie e i rifiuti lasciati dalle persone (magari nemmeno clienti della serata stessa).

Sapete bene che io sono uno dei dj del locale (mica mi nascondo!) ma credo sia stata una bella iniziativa che risponda alla grande a chi dice che i locali se ne fregano dei quartieri dove sono ubicati e fanno solo casino, condotti da ragazzacci e adulti irresponsabili.

Succede anche da altre parti o forse è ora, per evitare di essere sempre e solo attaccati e criticati, di pensare anche a questi piccoli gesti di “buon vicinato”? Forse costano un pochino, ma servono sicuramente a cambiare una certa idea di vita notturna.

Bravissimi!

Verso le 4 a Barcellona

LA MOVIDA

Finita la serata in disco, dopo una camminata sulla spiaggia, prendo il pullman n. 8 e mi avvio verso il centro città.

Fantastico! Ci sono linee notturne che dalla zona delle disco, il lungomare, il Porto Olimpico, partono e ti riportano comodamente nelle vie più importanti. Vetture efficienti e controllate dal personale del Tmb, il Ctm di Barcellona. Entri e paghi il biglietto. Non aver la macchina o non voler prendere il taxi non è un problema. Anzi…

Scendo in Plaça Catalunya e ti aspetteresti strade e piazze vuote, solitudine e tutti a dormire…nulla di tutto questo! Tra ramblas, calle e placa Reial Barcellona si dimostra piena di vita anche alle 4, altro che coprifuoco.

Nella rambla passano schiere di barcollanti reduci del sabato notte, mischiati tra venditori di fumo, mignotte low cost e birrai abusivi.
In ogni vicolo c’è un crogiolo di gente che parla, beve, offre da bere e ti saluta, mignotte che appaiono e si propongono e senzatetto che dormono nei porticati dei bancomat.
Un repertorio infinito di umanità e contraddizioni che terminano la serata tra vicoli poco illuminati, odore di pipì e bottiglie al vento.

Supero la timidezza e mi mischio, cerco di capire le facce poi mi accorgo dell’assoluta normalità dei protagonisti, semplici persone che passano la notte così, in un rito collettivo che fa degli spagnoli unici nel fare e godersi la Movida.
Il clima è tranquillo ma questi fanno davvero un gran casino (chissà che dicono i residenti).

Eppure anche questa “comunità” precaria, messa assieme dalla birra e dalla notte, alla ricerca di una scappatoia dalla vita quotidiana, fa di Barcellona un posto unico.