Scrivere non è facile

Scrivere non è facile, e non rende, anzi ti fa apparire in maniera strana agli altri. Ti erode qualche simpatia e opportunità.
Sarebbe meglio non farlo. Sarebbe più intelligente e redditizio. “Taci, non dire nulla, non prender posizione, chi te lo fa fare?”, eviteresti grane.
La massa non ti perdona: avere idee e diffonderle è sintomo di presunzione: “e chi sei tu per parlare?” pensano, specie in una piccola città dove chiunque rompa la mediocrità e la stagnazione dei pensieri è un sabotatore, un criticone, un depresso da internare in un istituto di rieducazione al pensiero omologato. A quanti sto sulle palle…
Chi ti apprezza, chi ti vede come pazzo e malato, chi ti capisce e chi ti capirà prima o poi.

La scrittura mi ha fatto perdere tanti amici: era il prezzo da pagare. Criticato. Cancellato. Umiliato. Ma per fortuna qualche altro insospettabile è arrivato. E ogni tanto qualcuno cambia pure idea e torna quando capisce il gran cuore che c’è dietro.
Vi voglio bene.
Buonanotte