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Odio le partenze si sa. Odio i saluti, i titoli di coda. Non trovo mai i gesti e le parole giuste. Quante volte l’ho detto?
Sembra il film di un finale d’estate ma siamo al 30 luglio.

Piove, fa fresco. Felpa Carhart immancabile, figlia della mia giovinezza e mai tradita.
L’albergo si è svuotato, il silenzio viene rotto dai lavori di sistemazione del personale e da qualche altro fantasma che cammina. Come noi di Cagliari, in attesa del nostro pullman.
Eccolo, puntuale, ore 10. Valigie a bordo, ultimi abbracci e saluti. Arrivederci al prossimo anno.
L’autobus scende lentamente affrontando le nebbie del tratto da San Valentino a Rovereto, portando con sé pensieri, promesse e ricordi di un’estate che va via troppo lentamente. Brentonico, Besagno e poi Mori. Posti oramai familiari.
Diminuiscono i metri, aumenta la temperatura e i pallini della connessione del cellulare. Anche la Wind torna ad aver vita.
Poche parole in pullman, volti poggiati sui vetri piovosi in cerca di un punto all’orizzonte.
Autostrada del Brennero-Modena, guardrail marroni ruggine, cartelli verdi. Tante direzioni, tra cui Verona.
Comincia così la mia estate 2.0. Speriamo alla pari all’altezza dei miei sogni (lo so, sono esigente).

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Il rientro, il maestrale, l’estate che non arriva, gli abbracci, i miei classici occhialoni arancioni da idiota, i tassinari che s’affannano, i bagagli da disfare, le cose da riordinare, i prossimi viaggi da preparare.
Eccomi, pronto per nuove partenze.

Viaggiatixi mai stanco, mai domo, mai fermo.

 

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