Spesso si ha un desiderio irrinunciabile di allontanarsi dal mondo. Estraniarsi, trovare un rifugio, un eremo per farsi accompagnare dai pensieri. Li chiamo momenti di riassetto, di riordino, di creatività. Ognuno di noi ha un luogo evocativo che possa dare linfa vitale all’anima.

Strano per uno come me, abituato a star sempre in giro tra la gente. Forse è un primo sintomo di misantropia o di fuga. Eppure non ho mai fatto mistero di non sopportare i luoghi affollati e in vista, quelli da vip. Da capire quando e perché giungono quei momenti e se effettivamente siano utili alla nostra vita. Se tutti abbiano un momento di riassetto o sia prerogativa di pallosi pensatori dubitanti ed erranti nel mate dei punti interrogativi come me.

Potrebbe essere uno dei normali duelli esistenziali che ti catturano o una semplice stanchezza. Mi piacerebbe sapere quanti hanno questa necessità di trovare luoghi ispirativi. Troverei animali da studiare del mio stesso genere. Oppure fermarsi e pensare sia una malattia, un labirinto da cui non si esce mai.

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