Leggendo i post di facebook ho scoperto che a Cagliari oggi sta piovendo. L’ho notato dalla valle di lacrime che si è riversata sugli stati delll’esercito di estremisti sole-mare-poetto-spiaggia-e-basta.È partita la tiritera di lamentele degli abitudinari di città, grandi e piccoli, di chi non vede mai un cambiamento (solo di tempo?) come un’occasione e non prevede che possa piovere anche d’estate.

Piove. C’è una notizia per i quotidiani, qualcosa di cui parlare nei bar e negli ascensori per rompere i silenzi.

Chicchi di grano che rimbalzano, lacrime sui vetri sugli ombrelloni e sulle sdraio. Ti inzuppa il viso, ti incasina la giornata, ti fa cambiare i programmi. Ti fa fuggire dalla spiaggia alla ricerca di un riparo, ma poi ti regala visioni che le parole spesso non raccontano.

Credo che la pioggia d’estate sia un contrasto perfetto, una deliziosa sorpresa che rompe la noia del quotidiano e del già scritto.

Vi siete mai chiesti perché quando piove su un terreno asciutto si sprigiona quell’odore caratteristico? La pioggia in sé emette poco, ma quando la pioggia tocca il terreno sprigiona qualcosa di magico e effimero.

L’asfalto trasuda calore ed umidità che si condensa, profumando l’aria.

Se ci fate caso, la pioggia, la sabbia, l’asfalto bagnati sono sempre più di semplici odori. Raccontano storie.

Amo quest’odore. Amo i contrasti di cielo e di mare che si creano. Amo i contrasti che poi diventano sintesi. Amo i temporali estivi che lavano la terra, le spiagge, i marciapiedi. Che puliscono e forse rinfrescano anche un po’ tutti noi, la gente, le idee, i rapporti umani.

 

La pioggia va ascoltata: ha sempre qualcosa da raccontare.

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