Estati italiane (cronaca di un breve rientro/2)

aeroportoSono il re degli arrivi anticipati agli aeroporti, così mi concedo tutte le cose che si possono fare in aeroporto.

Eccomi qui: mangiare un panino, bere caffè, comprare bottiglie d’acqua con beccuccio apri-chiudi da Gatorade, scrivere, leggere, guardare i megaschermi, provare a indovinare password delle reti wifi, far finta di interessarmi dei prodotti dei negozi, spruzzarmi profumi che non acquisterò, cercare somiglianze delle persone che passano, attaccare bottone con improbabili vicini, ascoltare musica, il gioco “cerca il fintovip” o il chiagliaritano tra i vari turisti, scrivere poesie per fidanzate inesistenti e pensare importanti progetti e sogni irrealizzabili tipo una disco tutta mia con la musica che dico io e la gggente che dico io, allontanandomi sapientemente dal gate Chiagliari fino a chiamata, così da scivolare dentro l’aereo all’ultimo.


Questo è uno di quei tanti momenti in cui per nessuna cosa al mondo voglio incontrare persone semisconosciute e doverci parlare con le unitili chiacchierate “ciao come stai”, ma solo stare con le mie cuffie a vedere il mondo passare avanti (e raccontarlo).

Chiamata per il volo: c’è poca gente, poche anime decidono di scegliere questo Verona Cagliari di mezza sera, tranne una comitiva di ragazzini di rientro da un camp estivo. C’è pure un tipo delle Iene, penso sia ospite dello Sky Beach stanotte, che si presta amabilmente a fare foto e autografi scendendo dal suo bus e salendo sul nostro, prima che ci porti verso l’aereo. Un bel gesto. 

Salgo a bordo, solite procedure. Il tempo vola. Vado in bagno, leggo, scrivo, l’ipod mi molla, accendo il mio mac e provo a sentire musica. I ragazzini tacciono, ma quando vedono le prime luci della Sardegna e l’aereo che atterra cominciano ad applaudire e a commentare. Per loro un rientro è pura gioia. Ho sentito più orgoglio sardo in loro che urlavano felici “viva la Sardegna” guardando le luci dell’aeroporto che in tante pose plastiche e frasi di circostanza viste e lette in questi anni, tra Cagliari-Napoli, Ichnuse e piedoni al mare.

22.30, a fronte delle 23 previste. Benvenuti a Cagliari. Un tempo gli aerei arrivavano in ritardo, oggi anticipano. Arrivare puntuali è così difficile? Nulla va mai per il verso giusto.

Afa. Quanta afa. Viene Liliana a prendermi. Strada conosciuta. Rumori di casa, il mio letto, il caldo dell’estate cagliaritana, l’alba fresca… tutto questo mi mancava un po’ anche se domani già riparto. Per un giorno riprendo la quotidianità dei gesti: le chiavi, la porta, la macchina, le strade di quartiere, cappuccino-cornetto-mezza come un breve flashback in un posto che sembra diventato di passaggio ed io sempre più straniero, la mia città.

Tra poche ore sarà Lido, dj set sotto le stelle: vi porto via con me, in una notte fantastica.

 

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