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In realtà, la domanda giusta sarebbe: Perché NON andare a Fuerteventura?
Me lo son chiesto quando, con il mio solito last minute, grazie all’amico Giuseppe Marcialis che mi ha mandato in avanscoperta come inviatixi speciale per I sarti del viaggio, ho deciso di partire sfruttando il periodo migliore dell’anno!
DOVE SI TROVA. Dico la verità, non avevo ben capito! Quattro ore di volo Ryanair da Bergamo e sei nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste marocchine (distanza 100km), tra Lanzarote, a Nord-Est, e Gran Canaria, a Sud-Ovest.
È la seconda isola delle Canarie dopo Tenerife. E’ la più vecchia, datata 20 milioni di anni fa, ma anche la più selvaggia e affascinante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.
Il paesaggio è assurdo! roccioso, desertico (come quello africano) e vulcanico. Si è infatti originata dalle eruzioni vulcaniche. La montagna più alta, il Pico de la Zarza, ha 807 metri, mentre la maggior parte della superficie dell’isola presenta meno di 200 metri di altezza.
POCA GENTE, MOLTE CAPRE. Fuerteventura è poco popolata, tanto che ci sono più capre che esseri umani! Le capre vengono allevate per produrre il famoso queso majorero, un formaggio così rinomato da aver ricevuto la denominazione di origine che ne certifica l’effettiva provenienza dall’isola e la genuinità.
CHI TROVI. I surfisti ne fanno meta speciale perché amano le onde, i pensionati, una nutrita comunità di Italiani che ha lasciato – senza rimpianti – il bel paese, poi ancora famiglie, turisti inglesi e tedeschi in ogni stagione, nomadi digitali alla Tixi e hippy!
L’AVVENTURA! Fuerteventura non è per tutti. Lo dice il nome stesso “forte avventura”. Quindi se vuoi goderti al meglio devi noleggiare un’auto, avere una mappa, zaino in spalla e correre alla scoperta di posti meravigliosi e incontaminati, che spesso si nascondono dietro strade sterrate (occhio alle forature). Ogni giorno sarà un’avventura diversa, da nord a sud sono circa 100 chilometri!
A dispetto della sua ridotta estensione, è un concentrato di posti bellissimi: spiagge diverse una dall’altra alcune con acqua cristallina e spiaggia finissima altre con…pop corn, la laguna naturale, il piccolo deserto, i borghi antichi, i mulini a vento, i paesaggi lunari, le piantagioni infinite di Aloe Vera e cactus, mercatini, rocce, lande desolate e tanto, tanto altro.
QUANDO DOVRESTI ANDARE. Meglio dalla fine della primavera (verso maggio) fino a fine ottobre. Sconsigliato il periodo estivo, soprattutto a luglio e agosto. Incognita del vento, sempre, che non mi è parso così fastidioso!
ALLOGGI, MOVIMENTO E PASTI. Scegli una zona che ti permetta di spostarti nell’isola (ero a Morro Jable, forse era meglio Puerto del Rosario). Forse è più economico l’appartamento.
Il noleggio di un’auto: dai 30 euro al giorno e il prezzo del carburante intorno a 1,20 per la benzina e a 1,30€ per il diesel.
Un pasto al ristorante sta sui 20 euro a testa, se fate la spesa risparmiate circa il 30-40% di quello che spendete in Italia!
I POSTI CONSIGLIATI DA TIXI!
Tanti, troppi. Una piccola selezione.
Al Parque Natural de las Dunas de Corralejo passerai per una strada infinita che taglia in dune di sabbia dorata a perdita d’occhio, cielo azzurro, nuvoloni, un mare incredibile e la Isla de Lobos ad un passo. Ti consiglio Playa El Moro, una baia raccolta.
Se vuoi un delizioso borgo di pescatori, vai a El Cotillo: spiagge più belle dell’isola, tante scuole di surf, il vecchio porto, la Fortaleza del Tostón e un’ottima cucina.
Vuoi un panorama? Ecco il Mirador de Morro Velosa, un luogo surreale che sovrasta sinuosi barrancos (burroni) in un’arida valle che appare letteralmente rossa!
Se vuoi una spiaggia nera c’è la Playa Viejo Rey e La Pare, immensa, che con l’alta marea viene suddivisa in una serie di intime calette di diversa grandezza a ridosso della roccia frastagliata, amata dai surfisti.
Altra spiaggia? C’è la Playa de Sotavento de Jandía. Lunga ben 9 km, con le sue lingue di sabbia dorata che affiorano dall’acqua a circa 200 m dalla riva. Potrai sdraiarti in “modalità privata” su uno degli altri isolotti più piccoli che appaiono e scompaiono con le maree…
Ajuy – prova a pronunciarlo! – è un villaggio di pescatori dalle casette colorate, si affaccia su una spiaggia di sabbia nera (il bagno è sconsigliato a causa delle forti correnti). Un percorso conduce ad un Monumento Naturale (le rocce più antiche delle Canarie) in cui osservare ad occhio nudo substrati sedimentari formatisi nelle profondità oceaniche e antiche fornaci di calce.
Vuoi meditare? C’è la Montaña de Tindaya. Tra rituali magici e resti archeologici di grande interesse, era considerata sacra dagli aborigeni. Conserva circa 300 incisioni a forma di piede.
Vuoi una spiaggia di Pop Corn? Ecco la Playa de El Hierro. Ti ritroverai davanti ad una distesa di “pop corn” e quasi avrai paura a camminarci sopra! Si tratta di piccoli coralli bianchi – i rodoliti – dalla forma capricciosa, risultato dell’erosione di alghe calcaree.
Vuoi un vulcano? Ecco il Calderón Hondo, tra i migliori conservati. Si arriva in cima (278 m) in mezz’ora, percorrendo un sentiero sterrato e ben delineato.
Da qui ammiri la natura dell’isola, i suoi colori rossastri con l’azzurro del cielo, gli infiniti coni vulcanici, le dune, il mare e la vicina Lanzarote, ma soprattutto passeggi lungo tutta la bocca del cratere! Occhio agli scoiattoli in cerca di cibo…
Vuoi una bella cittadina? Ecco Betancuria, l’ex capitale,uno dei più importanti punti di riferimento coloniale nella storia delle isole Canarie. Fondata nel 1404 dal cavaliere normanno Jean de Bethencourt, che scelse una valle interna, lontana dal mare per una migliore difesa contro i pirati. Se passeggi capisci la storia di Fuerteventura!
E PER MANGIARE?
Si comincia con una zuppa o un’insalata (entrantes) e poi il piatto principale che puo’ essere di carne o pesce. Le pietanze sono accompagnate da un contorno (guarnición) di verdura, legumi, riso o patate.
L’aperitivo non esiste ma puoi sostituirlo con le tapas: olive, tortilla, pane con pomodoro fresco e le famose papas arrugadas con mojo (piccole patate con buccia rugata con salsa all’aglio e paprika). Da provare il pimiento de padron, piccoli peperoni verdi fritti e i gambas a l’ajillo, gamberetti all’aglio. In alcuni posti trovi anche il prosciutto (jamon) iberico Pata Negra tagliato a mano con tecnica e ottimi formaggi (queso).
La carne propone pollo, maiale, vacca, coniglio e ovviamente la capra.
Per il pesce polipi e di tante varietà con lisca, ma anche murene e lapas (specie di cozza). Non ci sono crostacei perchè l’Atlantico è un mare freddo.
C’e’ tantissima frutta dalla Spagna mentre i prodotti autoctoni sono il platano (piccole banane), mango, papaya, avocado e fichi d’India dai quali si ottiene una famosa marmellata.
Altro prodotto molto amato è il gofio, miscela di farine di mais e grano, che si utilizza per dolci, mousse e biscotti o anche disciolto nel latte come se fosse un cacao.
E SE VOLESSI BERE QUALCOSA?
La birra più diffusa è la Tropical, che e’ di produzione Canaria e L-Apa, che e’ la prima birra artigianale prodotta da quattro giovani ragazzi.
Il vino buono viene importato dalla penisola o da Lanzarote che ha vigneti unici al mondo grazie al suo ecosistema. Famosi sono La Geria, la Malvasia Vulcanica de Lanzarote, El Grifo, etc.
Famoso anche il Ron Miel, un rum molto dolce ottenuto da rum, acquavite di canna, zuccheri e il miele d’api. Tra le bevande analcoliche c’è la Clipper, gassata al sapore di fragola.
CURIOSITÀ
-Non si spreca l’acqua. Sull’isola non c’e’ acqua ma un impianto dove l’acqua marina viene trasformata in acqua dolce!
-Piove poco, ma ci sono i microclimi, se ti trovi in un posto dove in quel momento piove magari a 10 km splende il sole.
Molti noleggi non coprono l’auto nello sterrato, occhio!
si parla anche tedesco e troverai… molti tedeschi!
COSA MI HA COLPITO
Una piccola isola, piena di scenari straordinari. La rilassatezza, il senso selvaggio e di lontananza che si gode in tante parti (certo, ci sono anche quelle straturistiche). E la grande capacità dei canari di rendere un luogo desertico e periferico, accogliente per un viaggiatore in cerca di emozioni!
E tu che aspetti?