Caterina, storie di ordinario estremismo

Nessuna sorpresa sul caso di #Caterina, la studentessa insultata perché difendeva la sperimentazione animale grazie alla quale può vivere.

Ha espresso un’opinione, quella di essere favorevole….apriti cielo! Si è beccata insulti e minacce dal popolo della rete, quella massa che schiuma rabbia e che appena può trova la sua vittima.
Chissenefrega della tua condizione, della malattia che ti ruba i giorni, ti sei permessa di toccare gli animali…i sacri animali! (e con questo parlo con il massimo rispetto per gli animali e per chi li difende senza derive da arca di Noè, sia chiaro).

L’ho sempre sostenuto: è impossibile avere un’opinione in un paese che non contempla idee diverse. O la pensi come me o sei un nemico da distruggere.
Questo è il non pensiero di tanti estremisti – tra i conoscenti e in rete non si contano più – che sotto le “buone cause” del proprio partito politico, della propria religione, di animali da salvare, ecologia e perfino solidarietà, sprizzano solo odio a buon mercato per chi la pensa diversamente. E non ne fanno mica mistero: o noi o voi.
Ma una iniezione letale di buon senso, di rispetto, di comprensione, mai?

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