Buffon e le parole giuste

Buffon e le parole giuste

Provaci tu, quando perdi un sogno inseguito per anni negli ultimi minuti, a comunicare bene subito dopo, a caldo. Provaci tu a non essere umano e non dire parole fuori posto. Tu che per un semaforo rosso e un lavoro in corso chiami santi e madonne. È che Buffon irrita a prescindere ma resta una spanna sopra gli altri. Resta uno che a nonmiricordocheetà continua a leggere la vita a sedicenti giovani “talenti” che fanno sport e che usano il social manco fossero Cristiano Ronaldo e che poi in campo… Che sbagli tono e parole è pure normale.
Siamo umani, errori e carne, emozioni e sensibilità. Siamo umani e la comunicazione, per quanto possa essere perfetta, ricalca anche noi e il nostro intimo.
Ieri ho postato lo screen del social della Roma dopo l’impresa col Barcellona. È stato poco professionale o semplicemente umano? Se cercate gli alieni andate da altre parti. Cercateli vicini a voi, in quei dirigenti, comunicatori e giocatori che mai si sbottonano e che parlano come fossero un boot. Che non hanno mai la camicia sbottonata e la parola errata. Che palle, posso dirlo?

“Ah, ma quello è un professionista”. Tu continua a pensarlo.