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Mattinata all’Università di Cagliari

“Un comunicatore che fa anche il DJ”
Finisce una bella mattinata da ospite all’Università di Cagliari nel Corso di laurea in Economia Manageriale.
Ho raccontato le mie esperienze e la mia professione ai ragazzi del corso con un elisir finale… 😀
Grazie ancora una volta Giuseppe Melis Giordano 🙏

Ospite all’Università di Cagliari


Come un uovo di Pasqua in anticipo è arrivata una bellissima notizia e volevo condividerla con voi.
Finalmente ritorno tra gli studenti: sarò ospite a breve del corso di laurea di Economia Manageriale dell’Università di Cagliari nell’ambito delle lezioni di Comunicazione e Marketing.
Sarà un incontro molto particolare, racconterò la mia professione “atipica” e i tanti rivoli del comunicatore-giornalista.
Un ringraziamento fin da ora al docente Giuseppe Melis Giordano. 🙏

Ieri al liceo Motzo di Quartu

Periodicamente vengo invitato nelle scuole per parlare. Qualche volta di comunicazione, altre di facebook, altre ancora di giornalismo. Ieri invece l’argomento proposto dai ragazzi del Motzo era assolutamente interessante: viaggi, pensieri, idee e futuro. Tanto interessante quanto complicato visti i tempi ridotti e la vastità delle cose da dire. Primo pericolo, la banalità. L’obiettivo mio non è conquistare consensi o riuscire a calamitare l’interesse di centinaia di persone.

La assemblee, si sa, sono un momento di rottura rispetto alla monotonia scolastica, una boccata d’ossigeno, una giornata di semilibertà. Però ho sempre pensato che in questi momento di contatto, bisogna riuscire (o almeno provare) a lasciare un piccolo segno, un pensiero, un’idea e uno stimolo. E raccontare la propria vita, per quanto piccola, può essere magari di impulso per chi ha voglia di fare, può accendere lampadine, può generare un movimento di qualsiasi tipo.
E’ stata una mattinata bella e faticosa: parlare per ore a braccio non è mai semplice. 

Come ho detto ieri ai ragazzi del liceo la vita è un cammino lungo e tortuoso e se volete realizzare il vostro piccolo sogno spesso vi troverete soli a camminare, come in viaggio, con una cartina e poche indicazioni, osteggiati anche da chi pensavate fosse dalla vostra parte.

Ma questa determinazione è positiva: vi rende liberi e indipendenti da tutti. E in tempi come questi, dove le situazioni cambiano, dove le collaborazioni e le amicizie sono umorali e lunatiche, dove la gente cambia idea continuamente incurante del cuore, del tempo e del lavoro degli altri, il vostro più grande amico siete ancora voi stessi (è una bella notizia, volevo dirvelo)

Scrivete, viaggiate, cominciate a pensare al sogno come a un progetto di vita. Idee banali, ma chissà che qualcuno non le raccolga e non ne faccia una vita!

Notte prima degli esami

Care maturande e maturandi,
è Tixi che vi parla, eterno liceale e sognatore viaggiante.

Paura, emozione, tensione, sofferenza, dubbio, stress: è quanto sentirete alla vigilia del primo passo importante della vostra vita.
Stanotte è la notte delle notti, quella più lunga.

L’esame di maturità è la prima porta, il primo salto senza protezioni verso l’età adulta. Una caduta libera e…quante emozioni!
Ricorderete questo momento, gli anni del liceo, gli amici, gli scherzi e le cazzate. Ricorderete col sorriso e nostalgia perché accadono una volta sola nella vita ed è bellissimo.

Ma state tranquilli: siete più pronti di quel che pensate e i professori non sono vostri nemici. Vi accompagneranno in questo momento.
Non abbiate paura, concentratevi sull’obiettivo, avete mille risorse inespresse e tutti i mezzi per superarlo.

Fidatevi, come a voi è successo anche a me. Era il 94, l’Italia perdeva i mondiali americani ai rigori con gli errori di Baggio e Baresi. Io ero al Pacinotti e quel “rigore”, l’esame, lo segnai zoppicando a metà luglio.
Poi fu la maturità e nella prima domenica, ricordo come se fosse oggi, nella spiaggia di San Teodoro, sdraiato senza più pensare a nulla, sentii un bel vento, quello di una mèta raggiunta e della libertà.
Ecco, è quello che sentirete anche voi tra poco.

Che la forza sia con voi!
Il meglio deve ancora venire.

Fossi un giovane diplomando

Fossi un giovane diplomando avrei un solo sogno. Passato l’esame, goduta l’estate, andare fuori a studiare. Fuggire lontano, vedere il mondo, capire, perdermi.

Non avrei dubbi: questo non può essere il mio posto. O almeno non lo è ora. Troppe difficoltà, troppi ostacoli, troppo provincialismo. Read More