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Il cazzotto nello stomaco

Una delle tappe meno preventivate di questo viaggio è stata oggi, il museo del comunismo, dove sono andato con tutta la curiosità di un amante della storia contemporanea. Un posto probabilmente snobbato dai più.

Dopo il classico percorso fatto di poster incomprensibili e illustrazioni inneggianti a leader politici e falce e martello, cimeli, busti dallo sguardo fulminante, oggetti e racconti del comunismo in Cecoslovacchia, è stato davvero toccante vedere il video. In dieci minuti raccontava un popolo lottare per la libertà, con dentro tanta violenza e tanta resistenza. Polizia, repressione, arresti. Immagini crude, forti e vi ammetto sinceramente che qualche lacrima è scesa pensando alle loro sofferenze e a quei volti che rischiavano la vita. Poi vedi oggi questo paese.

Vedi la sua gente che è la stessa che sfidava la polizia e i soldati russi in quella piazza comodamente famosa per lo shopping. C’era ancora qualche altra cosa da vedere. Ho salutato. Sono andato via dal museo con tante altre domande, un po’ più infreddolito del solito, pensando a quelle immagini, schivando volti e odori dell’ora di pranzo. Io e i miei perché.

Avevo forse ricevuto un bel cazzotto nello stomaco.

Jan Palach, 21 anni

Abituato a vivere in un posto dove non succede mai nulla, senza slanci ideali, capiti qui. E ricordi una tragica storia.

16 gennaio 1969: Jan Palach si recò in piazza San Venceslao, si cosparse il corpo di benzina e appiccò il fuoco.
I giovani avevano deciso di estrarsi a sorte uno alla volta e di morire come torce umane per protestare contro l’occupazione sovietica. Il primo estratto era lui, che studiava filosofia. Poi gli altri, uno alla volta.

Lo faceva per una parola bellissima che per noi forse vuol dire scrivere quattro stronzate su facebook o ‘fare quel che si vuole’ ma che ha visto persone morire per gli altri: la LIBERTA’.

Quanto mancano oggi eroi così, penso, o forse si è fatto in modo che qualsiasi eroe contemporaneo non emerga per evitare che altri seguano il suo esempio e vengano addomesticati al pensiero comune.

Una preghiera per lui.