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Edolo

Storie da #Tixilife

Tixi si è fermato ad Edolo. Potrebbe essere un titolo di un libro o forse una copiatura bella e buona, in tempi come questi andrebbe pure bene, ma è una piccola storia personale che volevo condividere con voi.

Ci son dentro i ricordi da bambino, i viaggi estivi con la famiglia quando, padre militare, si andava a intervalli di due anni in un soggiorno di montagna, uno dei tanti benefit della vita con le stellette e dell’essere figli di chi lavorava nell’EI, Esercito italiano.

Edolo è un richiamo di memoria per quel bambino che non sono più. È un provare a ripescare un mondo che non riesci nemmeno quasi a ricordarti più e non è un caso che fissando questo cancello, davanti alla strada, ho difficoltà a vederci qualcosa di mio.

Eppure altri particolari affiorano. Estate 1988, il Milan aveva vinto lo scudetto formidabile con Arrigo Sacchi in quella torrida Napoli-Milan che avevo ascoltato alla radio in una domenica alla Fiera, il mio Cagliari sprofondava prima di tornare grande (ed io ci credevo ancora) rischiando il derby con il La Palma, sfogliavo il Giornale di Montanelli immaginandomi un futuro da volto noto dei tiggi.

C’è calcio e c’è musica, immancabile nella mia vita, il Festivalbar, Broken lands, Stay on this roads, Love changes e Wonderful life ma anche Pregherei di Scialpi-Scarlet e altre canzoni. Ascoltavamo latte e miele nella nostra Fiat Regata blu che ci aveva onestamente portato da Cagliari alla Val Canonica in un viaggio infinito fatto di Carlo Felice, autostrada e navi Tirrenia modello Strada.

Alla fine non so nemmeno perché sono di nuovo finito qui, anche se provo sempre a rivedere posti d’infanzia. Dovrei evitarlo per non disperarmi troppo del tempo che passa ma ogni volta ci ricasco. Mi voglio far del male, lo ammetto.

Guardo questo caseggiato color marrone come un fesso, seduto sul muretto, mentre la auto e le moto sfrecciano, con una bandiera che oggi non mi provoca lo stesso effetto di quando ero bambino, non riesco a trovarci di qualcosa che ricordo. Eppure non so perché ma la sua presenza, quella c’è. Anzi, la sua pesantissima assenza.

“Muovo le ali di nuovo verso un posto nuovo”