papaCi sono tante belle cose da raccontare per questa storica visita papale.

C’è la figura di Francesco Bergoglio, che sta stupendo tutti. È solo marketing? Non penso.

C’è la grande massa di pellegrini che ha invaso la città, 400 mila dicono.

C’è una città che ha scoperto la possibilità di stare per un giorno senz’auto, ritrovando sé stessa e i suoi spazi.

Mi sono soffermato tanto su questo aspetto, io, amante delle città pedonali.

Che strana e bella sensazione girare domenica in bici per le strade liberate, con i rumori della gente che camminava, dei bar e dei negozi che prendevano il sopravvento e le macchine che diventavano inutili. Pagherei per avere altre domeniche così.

Ho sognato 10, 100, 1000 domeniche senz’auto.
Ho sognato i cittadini incontrarsi e parlare, non aver più lo stress di dove parcheggiare la macchina, non vedere la vergogna della sosta in doppia fila a ritmo di frecce d’emergenza o, peggio ancora, nei posti riservati ai disabili . Ho sognato una città finalmente educata e civile. Per un attimo ci ho pure creduto.

Cagliari, si sa, è un porto franco, con una buona fetta di persone prive di educazione e incapaci di guardare oltre il proprio orticello, oltre a sentirsi sempre in diritto di lamentarsi, mai di sacrificarsi e soprattutto provare qualcosa di nuovo.

Poi c’è il Papa. Le sue parole, interessanti al di là della fede, hanno colpito. Spero che le frasi sul #lavoro arrivino dritte al cuore di tutti quei politici seduti comodamente nelle tribune autorità ad applaudire, ma arrivino anche a tanti cattolici intransigenti che si travestono di religione, messa e chiesa e poi fuori sono capaci delle peggiori cattiverie. Perché la religione è nulla senza i gesti delle persone. Perché l’umanità, il rispetto, la solidarietà, l’accoglienza, sono concetti prereligiosi, umani, vanno oltre la chiesa e la confessione che si professa.

Bella la diretta di Videolina che ha raccontato, per chi non poteva, questa giornata. Uno straordinario lavoro di tecnici e giornalisti, a partire dal direttore Dessì.

E nelle immagini, tanti motivi di riflessione, soprattutto la mattina: in quei volti d’operai, in quei pastori, in quella gente semplice e piena di dignità ho visto il volto della Sardegna che non si arrende.
“Non lasciamoci rubare la speranza”, hai detto bene Francesco, benché questa chiesa e tanti che si professano cattolici siano lontani dalla tua parola. “Non mettete il denaro al centro della vostra vita” sembrava quasi una raccomandazione ai miei fintivip.

Mettendo da parte qualche minus habens che per aver qualche “mi piace” offende gratuitamente la spiritualità altrui o non tiene conto di un evento di questa portata non si può non guardare con interesse e curiosità a questa svolta positiva che sicuramente prende in contropiede tanti, specie se cattolici. Questi messaggi positivi e universali  devono trovare ascolto al di là della tua fede.
Io non mi nascondo: sono in cerca di Dio, ma quel Dio che senti a Roma come a Tokio, in India come a Città del Capo, non un “Dio fai da te” ma un Dio che unisce e supera, che capisce le sofferenze dell’uomo ma anche i suoi sforzi e che non giudica.

Cagliari domenica era una città libera. Non solo dalle auto.
Speriamo che le parole di Francesco servano. E anche se sono solo parole, resteranno carezze migliori di tanti silenzi, resteranno speranze, chissà che….

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