Come forse avrete sentito o saputo, subito dopo la finale juniores di un mese fa ho dato le mie dimissioni dall’Atiesse. Quattro  dei miei sei anni da allenatore in un posto dove ho lasciato il cuore e tanta voglia di continuare, ma era giusto staccare la spina, anzi l’interruttore e chiudere.

In questi giorni sto iniziando a valutare le prospettive per il prossimo anno, a incontrare qualche società, a capirne le intenzioni e la serietà.

Purtroppo il panorama del calcio a 5 non offre grandissimi spazi. Una disciplina ancora giovane, con tantissimi lati da migliorare, in primis la mentalità di chi ci opera.

È bello però sapere che qualcuno sta attendendo la mia prossima destinazione per, magari, venire a fare attività. Significa che una piccola traccia l’hai lasciata.

È bello vedere che i progetti con la Federazione e l’amico Diego Podda vanno a gonfie vele. CI facciamo in 5, futsal games e ancora tanto altro ancora.

Non so, onestamente, dove andrò. È facile associarmi nel fantacalcioa5 a qualche club importante, ma non è scontato.

Allenare una squadra e relazionarsi con certe dirigenze sta diventando sempre più complicato. Professionalità, serietà, progettualità sono come il condizionatore nelle vecchie uno, un optional.

Un deficit enorme di cultura e di organizzazione dall’alto dove si crede che tutto sia legato alle prime squadre, a qualche risultato, al contingente. Ecco allora spendere migliaia di euro in tecnici e giocatori esterni e magari inutili, pensando che qui non esista gente altrettanto professionale e attaccata alla maglia, entusiasta di lavorare e migliorare. Si lavora poco e male sul territorio, sui giovani, sulle risorse esistenti. Senza parlare poi di quelli che non pagano e lasciano stecche in giro, altro vizio non solo sportivo. O ti ricattano nell’attesa di pagarti il tuo. E qui potrei aprire tante parentesi.

Ma non è questo il punto. Il punto è fare un passo avanti, costruire situazioni ambientali dove chiunque arrivi sia non solo “allenato” ma anche seguito, motivato, incentivato da tecnici e soprattutto dirigenti seri e professionali, una piccola grande casa dove hai il piacere di stare e vivere. Pensare in grande, con piccoli passi.

Una cosa è certa: proseguiranno i tanti progetti oltre le società di riferimento, oltre le gelosie e chi ti mette i bastoni tra le ruote. Oltre i piccoli conti della serva.

La Delegazione calcio a 5, la promozione gli eventi. Questo prescinde da tutto e tutti, non ha colori né stemmi. È di tutti.

Sulla panchina: in assenza di alternative serie e credibili, meglio fermarsi un attimo a capire, come seduti in una panchina del parco a osservare e attendere tempi migliori.

Mi sono accorto, sulla mia pelle, di quanto sia fondamentale una società e una dirigenza. Io stupidamente ne ho sopperito la mancanza con tante idee e buona volontà, cercando di crearmi piccole oasi felici, tra l’indifferenza di chi c’era attorno e chi mi dava spazi perchè aveva capito quanto ci tenessi. Troppa gente. Quando sei disposto a compromessi di cuore, violenti le tue idee.

 

Però non tutto viene per male. Cosa sono gli errori se non esperienza in più ?

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