Un pezzo di Sardegna di quella bella e che adoro, che non scimmiotta milano o ibiza. Sulla provinciale rientrando a Cagliari, altezza Capitana, in uno dei tanti incroci dimenticati da Dio, il bar La Siesta (mai nome fu piĆ¹ azzeccato per descrivere l’aria che respira) sembra un’oasi nel deserto.

Qui puoi fare un salto nella Sardegna anni 80, di birre Ichnusa e gazzose Primera quelle per rinfrescarti quando in auto stavi senza condizionatori d’aria.
I banconi marroncini, il listino prezzi con le lettere da comporre (strano non siano in lire), gli espositori color argento con una sfilata di orzate, mirti, Amaro Averna e Villacidro, e al banco una bellissima ragazza tatuata, mora, con capelli lunghi e lisci, labbra morbide.
– ciao, prego
– un cappuccino, un cornetto e un bicchiere d’acqua
– acqua da mezza?
– no, un bicchiere pieno.
Lei, uno sguardo profondo e semplice, che potrebbe raccontare da sola la mia idea Sardegna.