reteStamattina, grazie alla “mia” associazione Sardegna2050, sono stato il moderatore (parola forse troppo grossa per quel che ho fatto) di un dibattito sul tema delle Smart Grid, ovvero l’energia per lo sviluppo sostenibile.

Non è certamente un argomento su cui posso dire tanto visto che i miei studi e le mie competenze sono piuttosto lontane, ma è stata un’occasione per saperne qualcosa di più, rivedendo alcuni amici e in una cornice che non avevo mai visto, l’Open Campus di Tiscali, uno spazio per le start-up.

Ero un po’ titubante quando ho sentito l’argomento mesi fa: certi temi spesso restano ad uso e consumo di pochi esperti (questa è una delle più grandi lacune del nostro tempo su cui bisognerebbe lavorare tanto) ma la bravura e il tono degli ospiti, il Prof. Gianni Fenu del Dipartimento di Matematica e Informatica, e il Prof. Alfonso Damiano del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, entrambi dell’Università di Cagliari, insieme a Gianfranco Fancello, presidente di S2050 e Marco Zoncu, che è stato l’anello di congiunzione tra tema, associazione e Open Campus, ci ha fatto passare una mattinata interessante.

Al di là delle disquisizioni tecnico-matematiche che evito (anche perché non ne sarei capace) l’insegnamento della mattinata andava “oltre” il tema dell’energia, o almeno è ciò che ho pensato mettendomi a scrivere questo post: “fare rete” è una sfida entusiasmante.

Conferma una mia idea e filosofia, che per fortuna condivido con tante persone, amici e collaboratori.

C’è rete in ogni situazione e contatto umano. Siamo immersi in mille reti diverse, connessioni, strade, incroci.
La rete presuppone, è vero, il rispetto di semplici regole e canali: disciplina, onestà, tempi, impegni, ma parliamo di benefici? Aumenta il valore e la conoscenza, diminuisce distanze e costi, crea sinergie e opportunità. E non è solo economia.

 

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