Compleanno

Oltre la mezzanotte, il sipario sta calando su un’altra giornata. In tv si discute incessantemente sulle dimissioni di Berlusconi, con le solite alchimie dei politicanti nostrani. Sono circondato da riviste e libri da leggere, appunti sparsi e cellulari.

 

Da qualche minuto è il mio compleanno, ma è anche un mese esatto dalla scomparsa di mio papà.

Strane coincidenze: la gioia di un giorno speciale in cui ogni messaggio sarà una piccola candelina e il ricordo che ancora mi fa emozionare.

Mentre cerco di azzeccare il canale giusto che faccia da sottofondo a questi minuti che mi dividono dal sonno, la mente va ai ricordi, all’infanzia, alle approssimative feste di compleanno “che furono”, ma anche al pensiero di come tutto è cambiato nel giro di pochissimo tempo. Una macchina del tempo capace di mischiare presente e passato con una velocità degna di un film di fantascienza.

 

Angolo revival, un po’ come succede in disco. I parenti che ti dicono “girisesfattumannu” (quanto sei diventato grande) con annessi pizzicotti e abbracci soffocanti, i regali inattesi (vuoi i soldi o un oggetto?) e poi le mitiche feste con cui ci si divertiva con poco a casa: tutti alle 17 in punto ben vestiti (si fa per dire), con il timore dei flop dell’ultima ora, il tavolo con la tovaglia buona, le patatine, la cocacola (o one-o-one), la fanta, i popcorn, bicchieri e piatti di plastica, salatini. Gioco della bottiglia o nascondino, tombolata fuori stagione o caccia al tesoro. E cassettine o dischi con “bimbo mix” trasmessi da stereo track più ingombranti dei divani. Torte margherita e candeline che riuscivi a contare con le due mani. Amici e amiche, baci rubati e regali non sempre utili ma graditi.

 

Queste erano le nostre celebrazioni. Quelle che finivano il giorno dopo con i compiti ancora da fare e con le maestre che però ti abbuonavano tutto perché era pur sempre il tuo compleanno.

Scrivo mentre il bip delle notifiche di facebook segnala l’arrivo dei messaggi in bacheca e sul cellulare. Incessante. Quanti pensieri, sono già tantissimi. Settanta dopo una ventina di minuti. Tra poco vado a leggerli.

Conoscendomi riuscirò anche un po’ ad emozionarmi nel risentire qualcuno che ho perso ma che si è ricordato di me o nel leggere qualcosa di speciale. Non è assolutamente facile tenere i contatti con tutti, quando cominci ad avere un giro di lavoro, conoscenze e amicizie vastissimo come il mio. Ma ci si prova sempre.

 

Comincio col dirvi grazie, il resto proseguirò a dirvelo domani con un po’ più energia. I libri (ma anche il letto) mi chiamano: oggi ho preso l’ultimo di Baricco, “Mr.  Gwyn”. Sarà una sfida, una nuova storia che voglio esplorare con la mia curiosità un po’ infantile. La sua presenza alla trasmissione di Fazio “Che tempo che fa” mi ha istigato all’acquisto. Ho visto il volto di qualcuno che riesce davvero a trasmettere emozioni, che trova parole giuste a raccontare il ritmo dell’anima e i suoi tormenti.

 

Il primo capitolo comincia così: “Mentre camminava per Regent’s Park – lungo un viale che sempre sceglieva, tra i tanti – Jasper Gwyn ebbe d’un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto a lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo.”

 

Che strana sensazione. E se Jasper Gwyn sia uno che conosco molto bene?

Buon compleanno Tixi e buona notte amiche e amici.

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