Cinquanta sfumature di Tixi

È estate e come ogni bella stagione che si rispetti non mancano mai i tormentoni, come “Cinquanta sfumature di grigio” il libro dell’estate. Pare sia il caso letterario, che divide e fa discutere.

La musica si sa ha già nominato i suoi, i pezzi irrinunciabili sono Takatà e Balarte boa, il resto non conta. Tutti li odiano, ma tutti li conoscono bene.

 

Giudizi contrastanti come sempre, ciò che è tormentone non è mai fashion ma incuriosisce tutti, e – come da copione – ho la certezza che prima o poi quel libro dovrò leggerlo anche io, visto che queste canzoni le ho già sentite abbastanza tra disco, villaggi turistici e radio.

 

Del romanzo erotico di E.L. James se n’è parlato ieri a cena con i reduci della mia classe delle elementari (scuola Sacra Famiglia) con cui periodicamente ci vediamo per raccontarci un po’ le nostre esistenze, sparare due o tre cazzate e poi ridere ancora di brutto, senza prenderci mai troppo sul serio.

Il tempo non ci ha cambiati molto e lo zoccolo duro è rimasto abbastanza affiatato. Ogni cena viene anticipata da una chattata multipla su facebook dove si parte ad organizzare chiedendo disponibilità e la si finisce per ore e ore a parlare di tutto e niente. E alla cena parte poi l’appello degli assenti, cosa fanno e dove sono. Una lunga lista visto che mi ricordo che in classe eravamo una trentina più o meno.

 

In quesi giorni sto mixando sapientemente lavoro, serate e tempo libero per non perdere nulla. Qualche giornata al mare non guasta, come quella di martedì scorso a Costa Rei, in un incantevole litorale neanche troppo affollato per essere agosto, in cui godersi il sole e un’acqua cristallina insieme a una bella compagnia crastuliana.

 

Ancora più divertente è stato il viaggio in macchina con Monica che, a dispetto dei tempi, tiene orgogliosamente una “vecchia” Micra senza condizionatore e con un mangiacassette anni 90, indifferente alle evoluzioni e ai tempi. È stato come fare un salto indietro ad estati di altri tempi con finestrini aperti, giornate intense, vento che muoveva i capelli e musica registrata alla radio. Quando ancora l’mp3 non era entrato nelle nostre vite si recuperavamo le canzoni preferite alla radio con appostamenti all’ascolto, registrazioni fulmine, tagli da macellaio o addirittura avvicinando un registratore a un’altra radio per fare una duplicazione. I risultati, dal punto di vista tecnico, li potevate immaginare.

 

La “musicassettoteca” di Monica custodisce ancora titoli che facevano parte della nostra adolescenza e tarda-adolescenza, dagli Umberto Tozzi agli Europe, dalle cassette registrate tra Sintony e Radio Mambo a Mr Boombastic per terminare con un’ignobile rassegna di pezzi di second’ordine degli anni sessanta.

 

Come farsi ulteriormente del male? Iscrivendosi in palestra, come ho fatto una settimana fa. Primo passo dei progetti del nuovo “anno”. Il mio fisico risente troppo dell’inattività e allora posso solo cercare di tenerlo in movimento. Una di quelle cose non avrei pensato di (ri)fare, ma che invece ho deciso anche grazie alla presenza di un ex cliente delle mie serate, Gabriele, che fa l’istruttore e ha incentivato la decisione!

 

Sono una sorta di burbetta, un pischello, uso pesi bassissimi e ridicoli a dispetto di altri ben più allenati, ma per ora non sto saltando un giorno. Un atleta modello. Così facendo, per l’estate duemilaetredici (o duemilaecredici) potrò sfoggiare un fisico all’altezza e magari indossare lo slippino che fa molto vip.

 

Comincia un weekend lungo, ricco di appuntamenti in disco. Ci vediamo stanotte al Grace con l’Hangover, poi allo Smaila’s, al Malibù (poetto) domenica per una festa in spiaggia e per ferragosto (il 14) ancora allo Smaila’s dove ci sarò anche domenica 12, lunedì 13, martedì 14 come dicevo, giovedì 16 e venerdì 17. Da ieri a oggi ho riempito l’agenda in modo inverosimile, senza neanche forzare più di tanto. Mi sto stufando di rincorrere proprietari e organizzatori e di capirne le logiche.

Nuovo viaggio rimandato di poco, quindi. O magari se mi viene l’ispirazione, prendo e parto cambiando ancora i miei programmi. Non si sa mai con me.

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