Con l’arrivo dei temibili gruppi “-2 a Capodanno” “Quelli che si ubriacheranno” “Quelli che usaranno le mutande rosse” dichiariamo aperto il conto alla rovescia!

Diciamo la verità, gli indicatori dell’arrivo dell’ultimo giorno del 2009 sono sempre 3 o 4:
– il rimbombare dei petardi in anticipo, scoppiati dai soliti gaggetti di strada;
– i servizi televisivi sui sequestri di mortaretti dai nomi calcistici (Maradona, Zidane, Pelè, Lavezzi) a napoli e degli “italiani in vacanza” con annesse interviste negli aeroporti e nelle spiagge del sud dove c’è ancora “o sole”;
– i gruppi di giovanissimi “schiavi dell’alcool” nei supermarket che si aggirano come un plotone che ha appena trovato i viveri per una missione al fronte;
– gli appuntamenti in discoteca e nei ristoranti che vivono un’impennata colossale e cominciano a promettere faville ad abbordabilissimi prezzi (vieni che da noi bevi, vieni che mangi, vieni che ti diverti…).

Allora preparatevi a fare tutto quello che solitamente non farete mai: giocare a carte e diventare campioni di texas hold em (e sfidare i soliti “esperti” con aria da Celentano e sigaretta in bocca che vi terranno ore e ore incollati al tavolo verde), fare la tombola con gli immancabili 90 “morto che parla” e 77 “gambe di donna”, inventarvi campioni di Pictionary o Risiko, ballare e cantare sulle note di “Hey Baby”, diventare filosofi solo perché avete fatto fuori alcune bottiglie di Brachetto e vi potete arrampicare in concetti platonici sulle virtù dell’amore con stupide ragazze che vorrebbero solo portarvi a letto e della filosofia non sono granché interessate.

Previste anche le solite gaffe: l’amico o l’amica non invitata per errore che vi terrà il broncio fino al 2012, la tipa che si mette con il vostro migliore amico dopo che per settimane vi siete organizzati l’attacco finale con acquisto di preservativi della miglior marca, i tradimenti e le cornificazioni non previste e magari scoperte per caso.

Ho visto amicizie traballare e poi esplodere per discussioni sul tempo di cottura del maialetto, per le “creste” realizzate nelle spese e nascoste con complici degni di 007, per l’uso non autorizzato o oltre i minutaggi consentiti del cesso e della doccia, sulla sigaretta rubata o sulla pivella non più illibata. Oppure nuove amicizie e coppie improbabili createsi attorno all’ultima bottiglia di spumante, nella notte dove tutto è concesso e perdonato, anche dare spettacolo a costo zero e diventare giullari di corte… 🙂

A capodanno l’organizzazione la fa da padrone: c’è gente che ci mette giorni per fare una spesa o affittare una casa, vivendo attimi di terrore quando non riesce a rientrare nel budget previsto. Pur di stare in una villa, affittano improponibili topaie chiuse dal 1984 con scarafaggi giganti, chili di umidità e cucine incrostate, presentate sul “Baratto” come villa d’epoca oppure elegante residenza.
Ci sono quelli che pianificano minuziosamente e quelli che invece aspettano le sorprese dell’ultima ora affidandosi alla dea bendata, compreso trovarsi senza un tetto dove riposare oppure con tenda all’addiaccio (“ma è più bello, te ne privi?”).

C’è chi deve andare – per rito – a fare la spesa con tutta la sua compagnia alla Città mercato e, evitando l’utilizzo dei carrelli, conquista tutto ciò che vede, in particolare le birre più acquose e schifose con marche dai nomi disparati (Pfizer o Turbargon) e i vini da 1 euro a boccia, senza dimenticare tutte le marche più tarocche di superalcolici per organizzarsi una cena che il Ministero della Salute denuncerebbe per rischio di intossicazione alimentare e non solo.
Sorridenti non appena trovano una bottiglia di mirto in promozione magari nemmeno sardo, accompagnano tutto da un “ohhh” liberatorio, immaginano già quando se lo ingurgiteranno tutto d’un sorso restando storditi per almeno 48 ore… ma anche di questo “te ne privi?” 🙂

La vera “distruzione” è nelle villette, che diventano bolge infernali, Amsterdam in territorio sardo. Paradisi in riva al mare, diventeranno oggetti di conquista di orde barbariche al grido di “sarà capitato anche a voi”… Santa, Costa, Gere, Torre non sono più località balnerari, ma luoghi di perdizione. Sono la risposta tradizionale ad Alghero, altra meta gettonatissima dai cagliaritani.
Case affittate che diventeranno sale discoteca abusive o teatri dell’orrore con dj semisconosciuti che spareranno “Aus e regghetton”, vivranno la loro giornata di celebrità rischiando che l’impianto e i cd o i pc diventino bersaglio di spumante e vomito non previsto.
E, il giorno dopo, dopo la colazione con la carne rimasta e scotta e la birra, ecco gli zombie in giro, o alle fermate di pullman.

O in strada, al volante. Non senza qualche deficiente che rovina la festa a sé e agli altri con l’immancabile sorpasso e strage di innocenti.

Poi c’è il capodanno discotecaro, cena e quattro salti. Le proposte sono tante, tutte esclusive, di classe, fashion, imperdibili, irrinunciabili, indimenticabili. Provate a fare la conta degli aggettivi e dei sostantivi previsti, potete denunciare per abuso. Tutti “in via d’esaurimento” con “ultimi posti liberi” e con menù con spropositati aggettivi e descrizioni: “tartufo bianco all’acqua di rose”, “stracchino all’orticella in pepe verde” “fantasie dello chef in salsa marinara” e chi più ne ha più ne metta.
Siamo sicuri? Basterà un po’ di fiuto per capire dove c’è il pacco, dove no. Occhio alle cene, dove chef improvvisati si dilettano in menu che sembrano un trionfo di luci e di colori e saranno nulla di più che dei buffet (alcuni) riscaldati alla modica cifra di 100 euro!

E per concludere, pregustatevi già gli epici racconti negli stati di FB, previsti combattimenti stellari sulle quantità di vomito, sui vicini assaltati e conquistati, sul petardo nella macchina dell’ex, su “ma quanto abbiamo riso” e “grande casino” e quante pivelle ci sono state (ma anche le ragazze si difendono bene), ragazzi morti e poi risorti, tuffi da terzi piani con caduta morbida, e ulteriori balle colossali per rendere ancora più mitologica la propria festa di capodanno.
Toccherà guardare le immancabili 350 foto fatte per immortalare qualsiasi momento, compreso quello di intimità, i redazionali, i test “Quante volte lo hai fatto?”, i dialoghi più spinti e i particolari raccontati come fossero cronache di calcio.
Togliete di mezzo i segreti, non ce ne saranno. Tutto dovrà essere puntualmente detto e pubblicizzato.

Prepariamoci a tutto, è già tutto scritto.

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