Aspettando il 27 dicembre

Avvertivo già da tempo questa “strana” sensazione ma è il primo Natale in cui sento di non aver bisogno di nulla, in cui nessun regalo o oggetto può cambiarmi la vita neanche per un secondo. In cui il valore delle cose è diventato minimo rispetto a quello delle persone e dei loro gesti, alla felicità e al benessere dentro e fuori di me.

Forse vedendo il dolore e la sofferenza negli altri, andando avanti nel tempo, leggendo e mollando tante stupidaggini che mi hanno distratto, sto imparando a vivere il mondo con altri occhi e un altro cuore. La chiamano età della ragione o forse è una semplice rivoluzione, chi lo sa.

A me le feste non piacciono. Ve l’ho detto. Piace la normalità ma anche il fuori programma, il viaggio last minute, il regalo inatteso, la felicità non programmata.

Quindi vivrò questi giorni sempre con l’attesa che tutto passi e tutto ricominci come prima.

Aspettando il 27.

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