Credo che per mettere in ordine i miei archivi cartacei, i file e le musiche ci vorranno circa due mesi di ritiro spirituale.

Ieri, domenica, ci ho provato. Frugando tra cartelle, file di pc e scaffali ho cominciato la titanica impresa.

La disorganizzazione è una delle cose su cui combatto più spesso. Non trovo mai il tempo per fermarmi e ragionare, sdoppiandomi tra casa mia e casa dei miei, cantine e villette, cercando sempre un metodo per archiviare o lasciando il lavoro a metà (tempo, una telefonata, un qualcosa che poi cattura la mia attenzione).

Ecco allora portarmi sul groppone una immensità di file, archivi, fogli, cartelle, cartacee e virtuali prodotte in questi anni. Senza parlare di cd, vinili, foto e videocassette. Poi le collezioni di adesivi, biglietti, volatini, bandiere, sciarpe. Potrei citarvi tanto altro ancora ma evito.

Ho cominciato a scrivere e archiviare documenti da quando stavo alle elementari. E ho cercato sempre di tenere tutto. Immaginatevi un po’ il fardello di roba.

Si dice che il tenere tanti oggetti e documenti sia un segno di sfiducia nel futuro, di timore nel domani. In effetti, ci sono cose che custodisco e non credo mi potranno mai servire per il futuro. Alcune non hanno valore, altre forse sì. Non riesco a staccarmi da queste. Ci provo ma poi penso che siano un legame con la mia adolescenza.

Sono testimonianze di ciò che ero, della mia storia e del mio passato. Dei miei pensieri e delle mie riflessioni, politiche e personali. Ci sono giornali che facevo da piccolo, articoli, ritagli, poesie. Davvero di tutto, vi assicuro.

Quando non ci sarò più, lascerò in eredità un testamento di scritti e appunti non indifferente. O magari in preda al raptus dell’artista brucerò tutto e non lascerò nulla, chi lo sa?

Non penso che abbiano un valore, non penso siano meritevoli di pubblicazione. Ma l’idea di un segno tangibile di una vita è affascinante. Trasmette un messaggio di immortalità e continuità tra presente, passato e futuro.

 

Chissà chi lo riprenderà, chi lo rileggerà, che impressioni avrà, che sensazioni ne trarrà. Sarebbe bello poterci essere quando chi verrà dopo di me aprirà queste scatole e cartelle e comincerà a leggere tutti quei fogli.

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